Nicola Ciotti

mercoledì, giugno 29, 2011
da famijarciunesa

Nicola Ciotti salta ancora nell’oro
Alla soglia dei trentacinque anni firma il settimo sigillo agli Assoluti

Diventare Campione d’Italia ad una età più adatta a gare Master, giusto per non far lievitare troppo la panciotta visto che la “tartaruga” è solo un bel ricordo, è soddisfazione senza limiti. Osservate l’esplosione emotiva di Nicola Ciotti nell’istante successivo al salto vincente, con relativo titolo 2011 (Ancona- febbraio u.s.) … e capirete! Nicola è il più “anziano” (di una manciata di secondi) dei due famosi gemelli volanti riccionesi; l’altro è Giulio, il più giovane. Mentre per innumerevoli stagioni agonistiche hanno spesso lottato in modo “fratricida” per un posto sul podio, queste ultime due annate li hanno visti a ruoli invertiti sia per vittorie che per guai fisici. Il 2010 è stato all’insegna di Giulio, l’anno in corso arride a Nicola. La loro  forza sta nell’essere  una coppia solidissima; sanno scambiarsi gioie ed emozioni e soprattutto sostenersi nei periodi neri e pungolarsi negli allenamenti per vincere la noia della ripetitività e l’ombra della fatica. Sono i pericoli della lunga carriera sportiva. Hanno cominciato a saltare che erano due ragazzi e da dieci anni sono stabilmente in Nazionale. Curiosamente hanno fama e apprezzamenti più nel resto del mondo che in patria (nemo profeta… ricordate?). Nei meeting dei paesi dell’Est si sono sovente esibiti, applauditissimi, in coppia, per la gioia degli sportivi locali che poi li circondavano richiedendo autografi e molte ragazzine avevano (o hanno ancora?) il poster della loro performance in camera. Ma torniamo all’ultima impresa di Nicola in quel di Ancona. E’ il settimo sigillo tricolore ai Campionati Assoluti (5 indoor e 2 outdoor) e ci porta ad un dato tecnico: alla entusiasmante regolarità di questo atleta, che gareggia per il G.S. Carabinieri e, tanto per rinverdire la memoria, vanta: partecipazione alla Olimpiade 2004, a 4 mondiali (3 out e 1 in) e a 4 Europei (in). Altre chicche? Ha superato l’asticella a 2,31 mt., che vuol dire mezzo metro sopra la testa di un adulto ben piazzato; per  5 anni consecutivi sopra i 2,30 (2002/ 2006); “spulciando” tra la sue medie/salto si scopre che su 100 (cento) gare la misura è quasi di 2,25 (per l’esattezza 2,248). Strabiliante! Se lo sottoponiamo all’esame del DNA magari scopriamo che è imparentato coi canguri o con le gazzelle o forse, girando la domanda ai genitori Isabella e Paolo, scopriremo l’arcano.

G.L.M.

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