Tennis Club Riccione

mercoledì, marzo 31, 2010
da famijarciunesa

I “Senatori” del nostro Circolo

Alla proposta di aderire all’idea di un breve “ritratto” scritto, un gruppo di Soci del nostro Sodalizio, ha dato il l’OK. Questi simpatici 15 “evergreen” accettando di partecipare al ..gioco, hanno dimostrato uno spiccato spirito goliardico, al contrario di alcuni che hanno declinato l’invito,paventando conseguenze funeste, suggerite forse da un retaggio medievale, quando la superstizione imperava. Purtroppo altri personaggi importanti non sono risultati reperibili in tempo utile per far parte del “Clan”. Nonostante le non poche primavere sulle spalle, che vanno dai terzi ai quinti “anta”, i nostri eroi posseggono una verve da fare invidia a qualcuno meno carico di lustri. Buona parte di loro pratica ancora uno o più sport, offerti dalle nostre infrastrutture. Legenda: I personaggi vengono citati in riferimento alla loro posizione nel fotomontaggio, da sx a dx. Dopo cognome,nome e professione seguono il patronimico o il soprannome. Come è noto, il primo , pur essendo in parte sinonimo del secondo,è un nomignolo che, per svariati motivi, in tempi remoti venne affibbiato ad una famiglia che l’ha trasmesso alle successive. Mentre il soprannome, non trasmissibile, è riservato ad una singola persona. I Protagonisti: Barbieri G.Paolo. Chimico nel settore ambientale, bolognese, come altri figli della “Dotta” si è trasferito nella Perla verde, dove dimostra di trovarsi a suo agio. Ancora attivo nel lavoro e nello sport (tennis), ha mantenuto il suo proverbiale dinamismo. Barbieri Francesco. Bancario, proveniente da Roma, è un altro riccionese acquisito. Con la simpatica flemma romanesca, tipica dei capitolini, è persona di spirito, lega con tutti, purchè non si abusi della sua bonomia. Buon tennista, pare abbia rallentato la sua attività sui campi rossi. Marzi Ennio. prof. di Lettere, “Aspro”. A dispetto del patronimico è di carattere pacato, buon ascoltatore e di poche parole. I suoi interventi non sono frequenti ma, a ragion veduta. Ex tennista, causa un’avaria al braccio, gli è rimasto il secondo amore: il ciclismo. Tomei Giorgio. Imprenditore turistico montano, “Ziroin” (stecchino).Dalla Romagna è salito in Val di Fassa, conquistandola, nonostante i valligiani l’abbiano osteggiato per anni. Simpatia da vendere , grintoso con il suo tennis personalissimo, eccellente scalatore nonché maestro, in questa disciplina, di Alberto Fabbri . Fabbri Tino. Imprenditore calzaturiero, “Cantoun”. E’ considerato il patriarca del gruppo essendo l’unico appartenente ai “quinti anta”, portati alla grande con un fisico roccioso. Ha abbandonato da anni lo sport dedicandosi saltuariamente alle carte, dove se la cava bene, ma come spettatore, causa le sue critiche feroci, non è gradito da chi le riceve. Migani Athos, commerciante, “Mighèn,” filosofo sui generis, il suo motto potrebbe essere :”Vivi e lascia vivere”. Raccattapalle di chi scrive, dal 1948 al 1952,è uno dei pochi tra i 58 suoi “colleghi” precedenti e successivi, ad essere promosso capo-gruppo. Ancora oggi apprezzabile tennista, appena può si presenta al circolo con la Ferrari, mentre il suo datore”di lavoro “viaggia su una vecchia Fiat Punto.Arcangeli Cesare, guida ciclistica sportiva internazionale ,“Barbec”. Fisico asciutto e dinamico ha dovuto arrendersi ad un infortunio sciistico che gli ha stoppato l’attività che più amava, costringendolo a rifugiarsi nel gioco delle carte, dove può essere considerato un “top ten”. Menni Pietro, funzionario scolastico,“Pier”. Anche lui riccionese di adozione, proviene dall’alta Romagna si è ben inserito nel gruppo, specialmente in campo ciclistico partecipando, stagione permettendo, ad impegnativi raid sulle colline preappenniniche. Nel tennis può considerarsi un buon doppista, così come nel gioco delle carte.Fabbri Alberto, prof. di Scienze Motorie, “Andriin”. Considerato il bello del gruppo, si può definire un”polisportivo” tecnicamente molto dotato.Purtroppo non si può dire altrettanto per quanto riguarda lo spirito agonistico. Alpinismo, sci, nuoto, tennis e ciclismo sono gli sport che l’hanno divertito,ma senza regalargli allori,tanto meno il “tressette” dov’è meno dotato. Fabbri “Beby” Cesare prof. di Lettere “Utevie”. La famiglia più …satura di titoli accademici. Dal capo famiglia alla consorte Giuseppina prof di Scienze Motorie, i figli Livio ing.telecomuncazioni e Giulio ing. chimico. Uomo parsimonioso e ponderato, il “nostro” non lascia nulla al caso. Buon doppista nel nostro sport, eccelle nel gioco delle carte, dove è più spesso spettatore che giocatore.Buonpadre Orfeo,prof. di Educazione Artistica, “Bompi-Orfi”. Vanta un’attività giovanile sportiva in varie discipline, particolarmente nell’atletica.Persona mite, le sue frequentazioni al circolo si limitano alle letture dei giornali ed a brevi conversazioni. La sua “trentenne” Fiat Regata, che sembra appena uscita dalla catena di montaggio, denota un notevole senso di perfezionismo.Fabbri Renzo, ingegnere elettrotecnico, “Cadnac” . E’ stato impegnato per anni a Teheran (Iran) nella progettazione di numerosi oleodotti. Al ritorno in Italia si è dedicato all’imprenditoria turistica. Tennis e nuoto i suoi sport preferiti che pratica tuttora con frequenza e buon rendimento. Silvagni “Checco” Enrico. Direttore di banca, “Paladèin”.E’stato Presidente del nostro Circolo nel quadriennio 1978\82. Molto apprezzato il suo impegno nel sociale. Il tennis, una delle sue passioni lo vede più volte alla settimana sui “rossi”sfoggiare ancora un’apprezzabile tecnica.Bianchi Ottavio, ristoratore, “Utevie”. Da giovane ha diretto vari locali notturni per passare poi a gestire ristoranti divenuti per suo merito una gustosissima moda. Le sue passioni sportive il podismo ed il tennis, che ha abbandonato per impegni di lavoro e …. qualche kg di troppo. Parmeggiani Enzo, agente di commercio, “Il Conte”, “Last but not least”(Ultimo, ma non meno importante) per esigenze di fotomontaggio. Personaggio già ospite di questa rubrica, elegante nell’incedere anche se un’”inciampo fisico” lo ha costretto ad usare la “zanetta” (bastone) molto in voga nel secolo scorso. Purtroppo questo inconveniente gli ha precluso la sua amata attività tennistica. E’di pochi giorni la sua decisione di abbandonare il “supporto”che fungeva da terza gamba e camminare speditamente e autonomamente.Complimenti “ParmEnzo”.
SALUTE, LUNGA VITA E BUONA PASQUA”RAGAZZI”!

Piero Serafini

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