Rombante ferragosto

mercoledì, giugno 29, 2011
da famijarciunesa

Il rombante ferragosto del 1946

Berardi e Papini lottano coi grandi campioni

Nel panorama del motociclismo agonistico, la Romagna si è sempre distinta per l’entusiastica  passione  dei suoi abitanti, e per aver dato i natali a  validi piloti, parecchi dei quali hanno avuto grandi successi  nei circuiti di tutto il mondo. Poche notizie di cronaca, ma soprattutto i racconti degli anziani, ci rammentano che le prime gare svolte nella nostra città  risalgono agli anni Venti del Novecento ed ebbero come protagonisti i riccionesi Frangiotto Pullè e Nello Leardini. Quelle “pionieristiche” competizioni si tenevano nel campo sportivo  “Stadium” (area del Luna Park), che tanti, ancor oggi, chiamano “ingar”, trasformazione dialettale del termine inglese “hangar”: difatti quella zona fu utilizzata  come luogo per  il ricovero di aeromobili negli anni della Grande Guerra.  Un amore genuino per i motori porterà alla fondazione, nel 1935, del Motoclub “Celeste Berardi”, sodalizio cui va il merito di aver tenuto alto il nome di Riccione in Italia, con la  promozione di importanti manifestazioni sportive. Fatta questa breve introduzione, appare  opportuno  illustrare una  gara del tutto singolare che, per il giorno e l’anno in cui si effettuò, il 15 agosto 1946, (a poco più di  un  anno dal termine della seconda guerra mondiale), dimostra  palesemente quanto ardente fosse in molti, il desiderio di ritornare, pur nelle ristrettezze di allora, alla “vecchia” ed “inossidabile”  passionaccia per  “è mutor”. In questo sport la nostra città aveva del resto ottenuto lusinghieri risultati fin dagli anni Trenta grazie a Gastone  Berardi, vincitore nella classe  500 di terza categoria, e quinto assoluto nell’edizione  1940  della  “leggendaria”  Milano-Taranto. “A Nello Olmeda, l’impareggiabile presidente, a tutti i suoi attivissimi e competenti collaboratori esprimiamo il nostro compiacimento per aver saputo dar vita in periodo tanto difficile per la graziosa cittadina adriatica pulsante della vita straordinaria del ferragosto, alla bella manifestazione”. Queste, le parole di plauso  per gli organizzatori del Motoclub cittadino, con cui si esprimeva l’inviato  della rivista “Motociclismo” ( n. 21 del 22 agosto 1946, Lire 30). Considerevole fu l’affluenza degli appassionati, nonostante l’esigua partecipazione di piloti. “Starter” d’eccezione, fu  il generale inglese comandante la zona di Riccione, che testimonia come gli alleati fossero  ancora presenti sul nostro territorio. Quel Gran Premio si svolse sul lungomare e sulle vie adiacenti, su di un percorso che, di anno in anno,  ad ogni primavera, ospiterà  gare di moto, e precisamente fino al 4 aprile del 1971, in cui sull’asfalto bagnato, tragicamente, perderà la vita il pilota lombardo Angelo Bergamonti. La manifestazione, inserita nella “Settimana Motociclistica Romagnola”, era quanto mai sentita, giacchè  significava il risorgere dell’attività agonistica dopo la forzata interruzione bellica, tanto da  esser ripresa dalla Settimana Incom, il più importante cinegiornale del secondo dopoguerra. Questo documentario, che si proiettatava in tutti i cinema d’Italia,  prima di ogni film, illustrava i principali eventi politici, culturali e sportivi della settimana, in anni in cui la televisione non era ancora entrata nelle case degli italiani. Con  enfasi retorica, sia  per le espressioni usate, che per il tono aulico della voce, con queste parole veniva descritto l’evento: “Quarto Circuito Motociclistico di Romagna, valevole per il campionato di prima e seconda categoria. Un carosello di assi! I più famosi centauri han preso il via! Lorenzetti, Ruffo, Ambrosini, Alberti, Mangione, Cavazzuti. La rete degli alberi lungo la strada nera d’asfalto e lucida di sole sembrano palpitare nella terribile prepotente, vibrazione dei motori! Quei rombi che ci parevano lugubri, minacciosi, allorché echeggiavano nelle strade delle nostre città svuotate dal coprifuoco, oggi salgono gioiosi come esultanti nel fervore della gara!”. Alle ore 15 fu data la partenza della classe 250. Dario Ambrosini (Guzzi Albatros), cesenate, campione del mondo nel 1950 categoria 250, risulterà vincitore compiendo i 40 giri del percorso pari a Km. 74,240 alla media di Km. 82,269,  davanti a Alfredo Milani (Guzzi), Claudio Mastellari (Guzzi), e al riccionese Ruggero Papini (Benelli). A seguire, la partenza  della gara riservata alle motocarrozzette (foto che ne ritrae la partenza), competizione che, almeno sul nostro circuito, si terrà in poche altre occasioni, e  solamente  fine alla metà degli anni ’50. Buona la prova di Gastone Berardi (Guzzi), il più noto pilota riccionese che saprà portare a termine la gara, piazzandosi secondo, dietro l’irragiungibile Fausto Toni (Gilera). Ed infine si giunse alla gara più interessante, quella della categoria 500 cmc. Partecipano alla gara i concorrenti: Berardi Gastone (Guzzi), Bertacchini Bruno (Guzzi), Milani Alfredo (Gilera), Colombo Nino (Guzzi), Rabitti Enzo (Gilera), Villa Ettore (Gilera), Brini Aldo (Gilera). Il forte centauro reggiano Bruno Bertacchini riuscì  a raccogliere una significativa vittoria, compiendo i 40 giri del percorso, pari a Km, 74,240 in 50’21” 3 , alla media di Km. 88,451. Infine, commentando le gare di Gastone Berardi, il giornalista della rivista “Motociclismo” così terminava: “Il riccionese, che nel confronto dei seconda categoria segue i campioni, e che nelle domenicali gare ha saputo conquistarsi tanta simpatia nell’ambiente motociclistico della sua Riccione. Inizialmente attardato al quinto posto si è ripreso poi brillantemente nel finale finendo al posto d’onore. A Berardi un elogio particolare per la sua condotta nelle motocarrozzette. Al giorno d’oggi competizioni e gare si svolgono in circuiti attrezzati, in grado di poter dare sicurezza agli spettatori, e sarebbe impensabile un ritorno al passato che, tuttavia, aveva un suo fascino romantico.

Fosco Rocchetta

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