La nostra Riccione

martedì, dicembre 18, 2012
da famijarciunesa

Riccione 90… anni fa

Sancita l’autonomia del Comune di Riccione il 19 ottobre 1922, precedentemente l’elezione del primo sindaco, il rag. Silvio Lombardini, ci furono 410 giorni di una travagliata operazione per improntare l’inedita struttura amministrativa: il comando per 86 giorni fu affidato al dott. Felice Pullè quale delegato del Commissario del Comune di Rimini, poi passò, il 14 dicembre e per 131 giorni, al Rag. Luigi Righi incaricato dal Prefetto di Forlì. Sempre lui, in veste di Commissario Prefettizio, operò per 49 giorni, e a lui si accodò  il sig. Augusto Marani, Commissario prefettizio per 144 giorni. Quella che segue è una sintesi della relazione stilata dal Commissario Prefettizio Righi alla fine del suo mandato, e che diventa un documento curiosamente interessante per farsi un’idea di quali fossero le realtà ed i progetti in corso nel periodo storico di un Comune che faceva i suoi primi passi.

RELAZIONE DEL COMMISSARIO
PREFETTIZIO CAV. LUIGI RIGHI
(sono state mantenute le forme verbali  e le suddivisioni per capitoli proprie del documento originale)


UFFICI E PERSONALE
Per prima cosa si provvide all’organizzazione degli uffici, sistemando nel villino affittato (in viale Ceccarini angolo viale Piva) come sede del Comune, lo Stato Civile e il Dazio e la segreteria. Venne  mantenuto in servizio tutto il personale del Comune di Rimini e tutte le realtà facenti servizio lì, come il medico, la levatrice, gli stradini… e così anche l’applicato e il portiere della Delegazione Municipale istituita l’anno precedente. Dopodiché venne composto l’organico del personale e predisposto ogni cosa per l’avvio della vita amministrativa.

SERVIZIO PROVVISORIO DI CASSA
Raccogliendo somme riguardanti tasse di soggiorno e proventi daziari rimasti sospesi, pensai di aprire un conto corrente presso una banca locale per provvedere alle spese inderogabili. Studiai i regolamenti delle tasse comunali in vigore presso il Comune di Rimini facendo lo stralcio dai relativi ruoli per conoscere l’ammontare dei redditi a carico dei contribuenti riccionesi. Disposi pure l’aggiornamento dell’anagrafe in relazione ai dati del censimento del 1921, tramite apposito personale al quale vennero affidati la numerazione delle case con tavolette in maiolica e placche di ferro per la denominazione dei viali.

CARICO DELLE SPESE
Per regolare meglio i rapporti col Comune di Rimini in riferimento alla competenza delle spese e delle entrate,  venne fissato il principio che tutte le spese anteriori al 31 dicembre 1922 facevano carico a Rimini e quelle dal 1°gennaio 1923 in avanti a Riccione. Furono perciò mantenute a favore di Rimini quelle tasse riferibili ad esercizi precedenti benché riscosse nell’anno 1923; e così si doveva fare anche rispetto la Sovrimposta comunale, ma per incongruenze sorte relative alla Delimitazione dei confini, sarà quest’anno il nostro Comune a riscuoterla per intero.

ANTICIPAZIONE ESATTORIALE
Per patto espresso nel contratto di Esattoria, la Cassa di Risparmio di Rimini dovette anticipare ai due Comuni la somma di un milione di lire, ma quando alla fine di marzo quello di Riccione si rivolse alla medesima per ritirare un acconto per pagare gli stipendi dei dipendenti che da tre mesi non percepivano nulla, ebbi la triste notizia che l’intera cifra era già stata totalmente versata al Comune di Rimini, il quale diventava così debitore verso Riccione. Con apposita delibera affermai che la cifra di 200.000 doveva essere restituita a Riccione e ora la pratica si trova presso l’Autorità superiore per le opportune determinazioni.

DELEGAZIONE MUNICIPALE
Una Delegazione Municipale con l’approvazione del Regio Prefetto  assunse l’Amministrazione del territorio di Riccione per provvedere ai più urgenti bisogni. L’acquisto di ghiaia per le strade, una passerella sul fiume Marano, una provvista di combustibile per le scuole; in mancanza di mezzi finanziari si provvide con un prestito volontario fra i cittadini, raccogliendo la somma di Lire 9.000. Trattandosi di spese d’interesse generale era giusto venissero assunte dal nuovo Comune, e per questo in bilancio figurano appositi stanziamenti.

BILANCIO
La mancata separazione patrimoniale tra i due Comuni diventa per l’Amministrazione riccionese una difficoltà nell’individuare i criteri da seguire. Secondo la regola per la quale il bilancio ordinario debba  provvedere alle spese ordinarie, alle straordinarie ricorrenti nonché al Servizio Prestiti, e che l’avanzo di amministrazione debba destinarsi al pagamento di spese straordinarie, il bilancio di quest’anno si presenta acefalo, appunto per la mancanza dei dati riguardanti il patrimonio, e cioè le rendite patrimoniali derivanti dalle attività, gli oneri e gli ammortamenti. E’ stato giocoforza ritrarre dalla parte ordinaria di competenza del Bilancio i mezzi occorrenti al finanziamento delle spese. Un tale provvedimento è mirato a conseguire una disponibilità per il nuovo esercizio corrispondente all’ammontare dei lavori straordinari previsti in Bilancio nella rilevante somma di Lire 200.000. Detta disponibilità permetterà alla nostra Amministrazione di poter affrontare il carico derivabile dalla separazione patrimoniale con Rimini in piena tranquillità, senza ricorrere a provvedimenti straordinari e senza ledere la consistenza del bilancio.

DAZIO
La tariffa daziaria applicata dal Comune di Rimini non poteva essere seguita da Riccione, per il diverso numero della popolazione e per concetti perseguiti differenti nella compilazione della tariffa. L’aumento dei generi di prima necessità e specialmente dei grassi per condimento (lardo, strutto, pancetta, olio e burro) e la scarsità della pesca dovuta alla mancanza del porto, non poteva andare a colpire troppo un Comune che stava nascendo. Il dazio così non contempla il pesce fresco e riduce di oltre il 50% la tassa sui grassi in genere; colpisce invece alcune voci riguardanti generi di lusso, come dolciumi, formaggi fini, pesci salati in scatola… Su una nuova voce riguardante il materiale da costruzione, la mitezza della tassa applicata non sarà d’ostacolo al continuo estendersi  della nostra industria turistica che prevede edificazioni e ristrutturazioni in abbondanza.

TASSA DI FAMIGLIA
Nei ruoli di Rimini per la tassa famiglia dell’anno 1922 figuravano iscritti 237 partite di riccionesi, invece secondo la matrice compilata in base all’aggiornamento dell’Anagrafe arrivavano a 750: 513 contribuenti sfuggivano alla tassa. I ricorsi presentati salgono a 133. Ben 400 famiglie sono state esonerate  il che dimostra come l’accertamento dei redditi sia stato fatto con ponderazione. Tutti i piccoli proprietari che non assommano alcun reddito a quello della loro casetta non sono colpiti dalla tassa. I redditi che ne sono soggetti partono da un minimo di Lire 1.300 per arrivare ad un massimo di Lire 40.000 e le aliquote partono da un’1% per raggiungere il 6%.

TASSA BESTIAME
E’ quella applicata dal Comune di Rimini precedentemente il distacco di Riccione. Dato l’elevato valore del bestiame e il reddito che se ne trae, la tassa di Lire 24 per capo non è certamente alta. Nessun aggravio penalizza l’industria agricola, la cui sovrimposta comunale viene mantenuta nei limiti.

TASSA SOGGIORNO
Questa tassa rappresenta il reddito maggiore di tutto il sistema tributario locale. Una tassa che si differenzia a seconda del territorio: una prima fascia comprende quello dalla ferrovia al mare, il viale Ceccarini  e le trasversali di via Fogliano e dell’Insegna; tutto il resto del territorio appartiene alla seconda fascia. Per la prima la tassa è di Lire 20 per gli adulti a Lire 10 per i bambini inferiori ai 12 anni e per i domestici; per la seconda fascia di Lire 15 per gli adulti e a Lire 7,50 per i bambini sino a 12 anni e per i domestici. Con l’applicazioni di tali tariffe si presume un incasso lordo di Lire 180.000.

LUCE ELETTRICA
Il contratto tra l’impresa elettrica di Riccione  e il Comune di Rimini, scaduto il 31 dicembre, era molto oneroso. Oltre al prezzo di 1 lira per KW c’era l’onere da parte del Comune di corrispondere un canone annuo di Lire 9.000 per la manutenzione degli apparecchi e il corrispettivo di Lire 150 per ogni nuova lampada installata. Non essendoci la possibilità di sostituire l’intero impianto si procedette al rinnovo del contratto per un solo anno, però a condizioni più vantaggiose. L’economia verificatasi permise l’acquisto di tutti gli apparecchi di illuminazione, 134 lampade complete di Lire 25 cadauna, e di installarne altre 26.

MERCATI
L’unico mercato che aveva predisposto prima il Comune di Rimini erano alcune cariole con pesci avvolti in cenci e sostanti  nei pressi dell’Ospedale, che oltretutto disturbavano i pazienti per il cattivo odore. L’agricoltura e la vendita del bestiame non disponevano di spazi idonei per accontentare le richieste dei residenti. Il successo delle varie fiere che venivano organizzate, ha indotto l’Amministrazione alla progettazione di mercati periodici, al venerdì di ogni settimana. Mercato per merci, animali da cortile e il secondo venerdì di ogni mese un mercato di bestiame grosso. La località è già stata individuata e in bilancio figurano i fondi.

CESSI PUBBLICI E ORINATOI
L’assoluta mancanza di chioschi pubblici sia in Paese che a Marina diventava un danno per l’igiene e la morale. Furono perciò costruiti una latrina nel borgo e acquistati sei chioschi in pietra a due posti. Di questi, quattro vennero distribuiti vicino alla spiaggia e due nei centri più abitati. Furono anche presi accordi con la Cooperativa dei Birocciai per il servizio di espurgo dei pozzi neri; le botti di ferro erano fornite dal Comune e i cavalli dalla Cooperativa.

LAVATOI
Tutti si lamentano delle massaie che lavano i panni vicino alle fontanelle facendo sì che l’acqua sporca penetri nel terreno. Risulta urgente quindi la costruzione di lavatoi, ma prima bisognava avere l’acqua; provvisoriamente abbiamo provveduto con la costruzione di pozzi appositi, in attesa di poter costruire un acquedotto per il quale esiste già apposito progetto e relativi stanziamenti.

MACELLO PUBBLICO
E’ da tempo un servizio insufficiente, sia quella parte dedicata ai bovini che, in particolar modo, quella ai suini, lo ‘sgozzamento’ dei quali ancora adesso avviene  sulla pubblica via, dando uno spettacolo poco edificante ai passanti. Bisogna sistemare anche le attrezzature specifiche. È stato compilato un apposito progetto, così come anche per un piccolo canile per togliere dalle strade i tanti cani randagi.

IGIENE
Le condizioni sanitarie del Comune di Riccione sono ottime, facilitate da qualità naturali che però, visto l’afflusso di stranieri e l’esistenza degli Ospizi per bambini che rappresentavamo il più grande investimento turistico, richiedono una serie di provvedimenti. Fu subito istituito l’Ufficio d’Igiene con la nomina di un Ufficiale Sanitario incaricato. Fu pure realizzato un laboratorio per l’esame chimico microscopico delle materie alimentari, nonché una stufa di disinfezione. Queste spese trovano in bilancio uno stanziamento, ed anche la costruzione di un locale di ricovero dei carri per il trasporto delle materie pure ed impure.

TERAPIA GRATUITA
Impressionato di come la spesa per i medicinali ai poveri arrivasse alla cospicua cifra di Lire 25.000 per un piccolo Comune di 5.700 abitanti, procedetti a rifare l’elenco dei poveri. Inoltre per licitazione privata venne fissata la fornitura di medicine ad uno dei due farmacisti di paese. Il ribasso ottenuto sui prezzi fa sperare in una discreta economia.

SERVIZI FUNEBRI
Attualmente il servizio è esercitato dalla Cooperativa Birocciai che possiede un apposito carro. Sono state gettate le basi affinché il servizio venga assunto dal Comune stesso riscattando il carro a prezzo di stima, lasciando alla Cooperativa la fornitura dei cavalli.

LAVORI PUBBLICI
La situazione delle strade era di completo abbandono. La Delegazione Municipale se ne occupò subito realizzando un inghiaiamento parziale con una spesa di Lire 13.000, e con un’aggiunta successiva di Lire 36.000. La massicciata stradale consumata doveva essere rinnovata; così pure si dovevano costruire le cunette di scolo per impedire allagamenti in caso di pioggia, perché le strade collaterali diventavano spesso veri laghi di fango. L’Ufficio tecnico compilò un progetto completo di sistemazione del valore di Lire 600.000, ripartibili in diversi esercizi e rifondibili dai rispettivi frontalisti. Per andare in aiuto alla disoccupazione dell’inverno, l’ufficio predispose uno stralcio dei lavori, che non vennero però attuati per il mancato finanziamento della Cassa di Risparmio di Rimini. Era intenzione della cittadinanza realizzare un lavoro straordinario che servisse da réclame per il turismo: la sistemazione del viale Viola dal passaggio livello della ferrovia al mare. Soppressi i due viali laterali e sostituiti da due grandi marciapiedi ai lati in mattonelle, i quattro filari di alberi sarebbero diventati  due filari di magnolie. Il viale centrale si amplierebbe di oltre tre metri e verso il mare si completerebbe di un’elegante rotonda per dare accesso ad una lunga piattaforma ad uso caffè e concerto. Questo viale, in continuazione di quello chiamato Maria Ceccarini dovrebbe assumere il nome di Viale delle Magnolie Principessa Mafalda. Il piazzale della stazione verrebbe sistemato unitamente al viale De Vito che da monte sbocca sul piazzale stesso, viale destinato a diventare l’arteria principale del traffico dal paese alla stazione.

PONTE SUL MARANO
Ottenuta nel marzo del ’23 la delimitazione dei confini del Comune di Riccione al Rio delle Asse anziché al Marano come era desiderio dei Riminesi, ciò provocò ostacoli alla pubblicazione del Decreto relativo sino a che i riccionesi non avessero promesso di provvedere al più presto alla realizzazione del ponte sul Marano, per far così collegare Rimini a Cattolica.

PONTE SUL RIO MELO
Da studi attenti si stabilì la necessità di sistemare il ponte sul Rio Melo. Il progetto venne fatto e approvato e affidato alla ditta che attualmente sta sistemando il porto. L’Amministrazione ricorse ad esperti che studiarono i giusti e specifici criteri di sistemazione, onde ad assicurare che i fondali del porto non venissero danneggiati dalla sabbia del mare ma anche da quella proveniente da monte.

LAVORI DEL PORTO
Redatto il progetto di sistemazione del porto da parte dell’Ufficio del Genio Civile di Forlì per l’importo di lire un milione, dopo averne ottenuto l’approvazione con apposito Decreto venne fissato il finanziamento per parte della Cassa Depositi e Prestiti. Il carico della spesa venne assunto per metà dallo Stato, il 10% dalla Provincia, e il 40% al Comune di Rimini prima ed ora a quello di Riccione.

ARENILI
Il Comune di Rimini provvide da tempo all’acquisto del Demanio di tutta la parte di arenile non venduta lungo la Litoranea sino al Rio Pedroso. Parte di questi arenili furono a loro volta venduti da Rimini, e parte sono tutt’ora disponibili. Di questi ne deve essere fatta cessione al Comune di Riccione per la parte compresa nel territorio assegnatogli. La fetta di spiaggia che invece da Rio Pedroso va al Rio Alberello, ossia al confine con Misano, è tutt’ora di proprietà del Demanio, il quale ultimamente ha inserito le aste pubbliche, andate deserte. Sono per questo iniziate le pratiche col Ministero delle Finanze per l’acquisto diretto.

ACQUA POTABILE
Venne nominata apposita Commissione che prese in esame i vari progetti di rifornimento acqueo. Scartata l’opportunità di ottenere l’acqua da Cattolica, non considerava l’idea di trovarla nel proprio suolo e neanche di prendere quella delle Fontanelle, il cui livello acquifero si stava già abbassando. Venne approvato un progetto temporaneo, che vedeva l’approvvigionarsi  d’acqua dal Comune di Rimini attraverso un pozzo posto in piazza Tripoli, convogliandola nell’acquedotto che lungo la litoranea arrivava a Riccione; venne anche costruito in collina un enorme serbatoio di cemento per raccogliere l’acqua di notte da distribuire di giorno nelle ore di maggior consumo. La Commissione però alla fine scelse il progetto del medico riccionese Dott. Riccioni, quello cioè di trarre acqua dalla prima falda liquida scorrente nel sottosuolo.

CONSORZIO PER L’ACQUEDOTTO
In seguito alla separazione di Rimini da Riccione, l’attuale acquedotto la cui tubazione corre nei due territori non può ritenersi esclusiva proprietà di Rimini, né Riccione si può considerare un utente qualsiasi: lo devono co-gestire. Si vuole così costituito un Consorzio la cui gestione verrebbe affidata ad una Commissione paritetica composta da tre riccionesi e tre riminesi; sede a Rimini.

ISTRUZIONE
Ben limitata è stata l’opera dell’Amministrazione in questo servizio. Costituito il Patronato scolastico, oltre ai provvedimenti d’ordinaria amministrazione venne istituita una scuola di disegno per gli operai. Venne creato un corpo bandistico per opera di un comitato cittadino, con l’appoggio di questa Amministrazione e con l’intenzione di aprire una futura scuola di musica.

SPIAGGIA PER USO BALNEARE
Grazie all’Autonomia si ottenne dal Ministero della Marina la concessione della piaggia ad uso balneare alle stesse condizioni di Rimini. La vigilanza, nonché la tariffa relativa alle sub-concessioni ai singoli privati, era affidata ad una Commissione di vigilanza composta dal Comandante la Capitaneria del porto di Rimini, dal Presidente, da un rappresentante della Camera di Commercio di Rimini e uno del Comune di Riccione.

STADIUM
Venne costituita (il 28 aprile del ’21) una Società Anonima per Azioni per la costruzione dello Stadium (un grande centro destinato a manifestazioni sportive e di spettacolo) e venne preso in affitto un terreno di circa 100.000 metri quadri di proprietà Verni e Ceschina, posto al di sotto della ferrovia e a sud del viale San Martino; il canone annuo era di Lire 20.000. Il deficit del primo anno richiese una seconda emissione di azioni e così ancora sino a che si decise lo scioglimento della società, i cui soci erano afflitti perché avevano visto sfumare un progetto grandioso proprio agli arbori del loro nuovo Comune.

Maria Grazia Tosi


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