Missione Turismo

martedì, febbraio 12, 2013
da famijarciunesa

CRISI CRONICA: CRONACA
“Stagione amara, da dimenticare. Il flusso turistico della clientela italiana ha fatto registrare una perdita consistente nelle presenze degli esercizi alberghieri: soltanto dal 6 agosto la stragrande maggioranza ha denunciato il ‘pieno’, che si è protratto sino la seconda quindicina del mese come da diversi anni, da quando cioè non si assiste più all’esodo massiccio e repentino del dopo-ferragosto. Si è ridotta la permanenza ad una media di 7-8 giorni con notevoli richieste di 4-5. La tendenza è quella di non consumare le ferie in un solo periodo ma distribuirle in vari momenti dell’anno creando così la figura del pendolare anche in campo turistico; la settimana corta presso industrie ed uffici, poi, favorisce il week-end in località a breve distanza, fenomeni che assieme hanno provocano un costante ‘tourn-over’ nelle presenze, specie nel mese di luglio. Mai come quest’anno i meri dati numerico-statistici richiedono un’attenta interpretazione per coglierne i segnali. Vanno valutati i vari problemi di una stagione particolare ed anomala, da parte degli operatori privati, dalle loro associazioni, dagli enti pubblici; il tutto in tempi il più brevi possibili, per predisporre insieme un’adeguata strategia dei mutamenti che dovrà essere finalizzata secondo obiettivi comuni.” (Sintesi tratta da un notiziario riccionese… ma datata 1983! I tempi cambiano, ma la crisi resta.)

LA STAGIONE 2012 HA BUSSATO, L’ALBERGATORE RISPONDE
L’associazione Albergatori di Riccione attraverso il proprio Osservatorio, ha inviato a tutti gli alberghi associati un questionario al quale hanno risposto in 102, e dal quale sommariamente si possono estrapolare concetti significativi rispetto l’andamento della stagione 2012. Alla richiesta di una sua valutazione globale  il 32% l’ha definita sufficiente, il 31% discreta, il 24% negativa (nel 2011 per il 42% era buona, per il 38% discreta e per il 18% sufficiente). A seconda dei diversi mesi: a giugno è andata peggio per il 42% degli intervistati, per il 38% come l’anno precedente e per il 20% addirittura meglio; luglio è stato invece più difficile per più della metà di loro, e la prima quindicina di agosto abbastanza critica per il 65% ma bilanciata dalla seconda metà, più brillante anche del 2011; settembre si è presentato un pochino più florido. La provenienza dei turisti: l’82% sono stati italiani e il mercato estero ha portato il 6% di tedeschi e a seguire svizzeri, russi, belgi, francesi, austriaci. Il 58% di tutti questi è arrivato con famiglia, il 14% in coppia, il 10% sono anziani, il 10% giovani e il 5% sportivi. La durata media del soggiorno è di 5-7 giorni nel 39% dei casi, il 22% prenota periodi  anche più lunghi, quelli che lo fanno per 2-5 giorni sono il 19%, e il 14% arriva per il week-end. La miglior promozione è ancora il passaparola per il 41% e la restante percentuale si distribuisce tra web e cartacei. Le qualità di Riccione sono: organizzazione, cordialità e accoglienza, espressività urbane gradevoli (soprattutto il lungomare). E i difetti? Il troppo caos e rumori notturni, poche forze dell’ordine, scarsi parcheggi e costosi. La Notte Rosa è stata considerata da tutti una festa originale e ricca di iniziative. Una domanda al presidente dell’Associazione Albergatori Bruno Bianchini: “Crede che i dati emersi dal questionario siano verosimili, e strumentali nell’indurre le azioni del privato e del pubblico a sempre migliori strategie per accrescere la reputazione turistica di Riccione?“. Bruno Bianchini: “I dati emersi si prestano a molteplici interpretazioni, e non tutte in chiave positiva: a) le presenze tengono, ma non si portano in banca… e non finanziano ristrutturazioni: il problema più grosso riguarda infatti la contrazione dei fatturati e sopratutto della redditività, che porta ad una diminuzione della possibilità e del desiderio di ulteriori investimenti con conseguenti cali occupazionali diretti ed indiretti. b) l’avvento del web con social network annessi ha conferito all’innovazione tecnologica in campo promozionale una dinamica così accelerata da rendere obsolete le strutture  di promozione istituzionali, che già strozzate da risorse al lumicino per loro stessa genesi si muovono lentamente, affardellate dalla necessaria burocrazia. c) In questo intricato ed elettronico panorama  potrebbe inserirsi direttamente anche l’AIA  con un proprio progetto ad hoc teso, tramite la gestione e l’osservazione dei social network, ad accrescere la reputazione turistica ed ospitale della città di Riccione on-line”.

FURBE PRESENZE
Il numero delle presenze in hotel ha da sempre rappresentato un vanto o un cruccio per l’ansioso gestore. Un vanto, naturalmente, se queste erano numerose; ma non bastava godersene all’interno dell’azienda, era molto importante anche lo sbandierarlo: “Il proprietario di un albergo che si trovava di fronte a quello gestito negli anni ’60 dai miei nonni – ricorda una riccionese – arrivava ad apparecchiare posti ai tavoli della sala ristorante che non sarebbero mai stati occupati, per far vedere così, anche se da lontano, di quanto la sua struttura funzionasse, e funzionasse bene.” Il cruccio invece era causato da episodi diametralmente opposti, dove i protagonisti erano sempre i posti a sedere: “In questo caso venivano tolti in fretta e furia quando si presentava senza preavviso il severo addetto dell’Azienda di Soggiorno, che si metteva a contarli per verificare bene se i clienti alloggiati, su ciascuno dei quali si pagava la tassa, fossero regolari. Un trucco consisteva nell’infilare due tovaglioli nella busta che si usava mettere a fianco del piatto: ma i controllori si erano fatti furbi… e arrivavano anche ad aprirla con vivo disappunto dell’albergatore.”

RICCIONE  (TURISMO)
A 6 anni dall’inizio della propria attività, il 4 dicembre si è tenuta l’assemblea di Riccione Turismo, una realtà consortile mirata principalmente a rilanciare Riccione tra le località appetibili al mercato straniero europeo ed extraeuropeo, grazie anche alle 80 fiere alle quali in questi anni ha partecipato in giro per il mondo: parola d’ordine, quindi, ‘internazionalizzazione’. A fronte di una stagione palesemente difficile come quella del 2012, ancora più tenaci e mirate vogliono essere le azioni per aggredire il mercato; mercato che nonostante tutto la passata stagione ha visto un incremento di più dell’8% di presenze non italiane. Sono aumentate di fatto le lingue che sentiamo a Riccione, e non solo in estate: ma non le classiche degli anni ’60-’70 prima che l’avvento delle mucillaggini della fine degli ’80 ne azzittì parecchie, ma quelle riconducibili al mercato BRICS, nuova frontiera dello sviluppo turistico. BRICS sta per Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica: rappresentano questi, oltre a quelli europei e di prossimità, i mercati potenziali per il futuro, mercati ai quali l’Italia nel suo insieme fa gola: si sta facendo da poco l’occhiolino al mercato brasiliano… e quello  russo è in buona parte conquistato: importante per questo la partecipazione al Mitt di Mosca il marzo prossimo. Un amore difficile inizialmente quello con il cliente russo, ma che ora per il 20% è il più presente, affascinato dai nostri negozi più prestigiosi: “In questo momento – dice Anna Baleani, commerciante del centro – è importante investire nella promozione per un mercato entusiasta e ‘spendaccione’ come questo, che rappresenta ormai il 95% del nostro fatturato. Il progetto “Riccione Luxury Shopping” va in questo senso, e già ha portato ottimi risultati”. Una domanda al presidente di Riccione Vacanze Stefano Giuliodori, sull’opportunità concreta di un consorzio per rilanciare Riccione. Stefano Giuliodori: “Più che opportunità parlerei di necessità;  la crisi che interessa l’Italia ed il conseguente drammatico calo di presenze ci costringe ad aprirci ai mercati esteri: sorridiamo agli stranieri quindi, a quelli di lingua tedesca, francese, inglese; sorridiamo ai russi, apriamo le nostre porte ai tour operator, rifacciamo i nostri siti ed il nostro materiale informativo in lingua estera, andiamo ad conquistarli con il web. Ricordiamoci che la nostra è tra le prime 10 città turistiche ricercate dagli stranieri su Tripadvisor, ma anche che è una delle più amate dagli italiani! Al di la della crisi resisteremo: l’essere romagnoli rappresenta un grande valore, più di quanto possiamo pensare.”

STRATEGIE INNOVATIVE DI UN SECOLO FA
Già dal 1911 l’attenzione ad un turismo ‘family’ rappresentava un percorso del quale alcuni albergatori riccionesi ne intuirono il potenziale. Leggendarie erano in particolare le feste che l’Hotel Savioli Spiaggia, un secolo fa, organizzava per i suoi giovanissimi ospiti, fatte di danze, giochi ed effetti spettacolari… ma non solo: i bambini si cimentavano spesso anche nella vendita di palloncini e fiori, il cui incasso veniva devoluto in beneficienza per i coetanei  residenti meno fortunati di loro. Momenti gioiosi e generosi quindi, che andavano certamente ad avvalorare la lungimiranza di una famiglia come quella dei Savioli, che ben aveva individuato quali fossero dei presupposti importanti allo sviluppo di un turismo ‘fecondo’.

I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO?
A proposito del binomio bambini-turismo non si può non tirare in ballo un altro Consorzio di prestigio che ne spinge avanti lo sviluppo come sua prima specifica missione: quello del Riccione Family Hotels, che attraverso alla sua ventina  di associati e grazie alla conduzione tecnica dell’agenzia di Alberto Gnoli si schiera in prima linea, e lo fa dal 1998, nella campagna per una balneazione d’eccellenza. Un club di prodotto per il quale il bambino diventa protagonista principale della vacanza di una famiglia; famiglia che s’indirizza spesso al giusto intermediario, che possa proporle soluzioni più specificatamente adatte. La qualificazione di un prodotto come è appunto il Family, passa per la determinazione di standard ben precisi, che siano il servizio Mini-club con animatori e il Baby-Menu, lo scalda-biberon e il fasciatoio in camera o i passeggini e le biciclette con seggiolini, servizi che richiedono all’albergatore mirati investimenti sia promozionali che materiali. Sta proprio in questa qualificazione il differente impatto assunto da strutture e filosofie alberghiere nel proporsi alla potenziale clientela, per differenziarsi  dall’offerta un po’ più generica che molti altri alberghi in qualche modo propongono, pur non essendo classificati in tal senso.

Maria Grazia Tosi

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