Silvana Cerruti

venerdì, aprile 15, 2011
da famijarciunesa

“La guerra all’improvviso”
Silvana Cerruti e le memorie delle donne

Nel settembre del 2004 Silvana Cerruti (moglie di Lorenzo Canducci),  donna intraprendente ed eclettica,  curiosa della vita e della gente e da alcuni anni responsabile del Coordinamento donne Spi Cgil “Il posto delle fragole”,  partecipa a Gemmano al 60esimo del passaggio del fronte,  e si imbatte in un anziano col vestito della festa coperto di medaglie. Il fiume in piena dei racconti che fuoriescono dalla mente e dal cuore dell’impettito ed orgoglioso reduce di guerra la catturano; racconti che parlano di bombe,  postazioni d’artiglieria,  carri armati e strategie militari. Ma in tutto questo,  secondo lei,  mancava qualcosa d’importante: l’elemento femminile. Dov’era… e cosa faceva in questi drammatici frangenti? Ecco,  è da qui che parte il progetto di Silvana,  sostenuto dal Sindaco di Gemmano e dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Provincia,  e costantemente in sinergia con lo SPI e AUSER; progetto che coinvolge sia le donne di  Gemmano che quelle (anche riccionesi) ‘sfollate’ a Gemmano,  teatro del fronte tra l’agosto e il settembre del ’44. Una ricerca che la scrupolosa e paziente ‘intercettatrice di memorie’ condivide e rielabora poi attraverso Laboratori a cui partecipano i gemmanesi,  e così sempre più avanti sino alla stesura del libro “La guerra all’improvviso”,  che in gennaio riceve il “Premio LiberEtà Generazioni 2010”.
Da che altro parte l’idea di una impresa così inusuale? “L’idea di raccogliere le memorie della gente dell’entroterra era da tempo nella mia mente ma non riuscivo a darle forma. Considero gli anziani una grande risorsa,  e credo che la loro esperienza e i loro saperi non debbano andare perduti né sottovalutati. Dovevo forse recarmi quel settembre a Gemmano per trovare il giusto stimolo per iniziare un’entusiasmante avventura che sarebbe durata diversi anni,  portando dietro sé molto lavoro e altrettante soddisfazioni.”
Come hai fatto ad aprire la porta dei ricordi alle persone intervistate? “Con circospezione,  delicatezza e attenzione ne cercavo la chiave,  restando in silenzio a osservare nei giochi di luci e ombre la vastità di sofferenze,  gioie,  delusioni,  diffidenza,  sospetti,  paura,  rabbia,  dolcezza,  ricchezza e miseria che intravedevo. E aspettavo. Le incoraggiavo dolcemente,  e in punta di piedi entravo in contatto con lo spirito della vita di chi mi stava di fronte,  captando un affascinante mondo segreto e immenso che attendeva solo di essere scoperto.”
Nel libro il dialetto viene utilizzato costantemente…“Ho creduto che tale utilizzo fosse doveroso per riportare integra e verosimile la personalità delle donne intervistate. Quando incominciavo a porre loro le domande,  in un primo momento si dimostravano più compassate e schive,  e mi rispondevano in italiano; ma appena si sentivano a loro agio e le emozioni le sopraffacevano,  si esprimevano nel linguaggio del cuore,  tenuto conto poi che il nostro dialetto risulta incisivo ed esplicito.”
In che modo è stato divulgato un progetto così ‘maturo’ d’intenti?
“La realizzazione di un dvd è stata fondamentale per portarlo nelle scuole,  un mezzo più diretto per rendere le storie raccontate nel libro fruibili agli studenti. Impresa che ho condiviso con Marco Caligari e Manuel  Zani. Il progetto è stato al centro della manifestazione del 25 aprile 2009 che si è svolta a Gemmano,  in sinergia col Comune di Riccione che ha coinvolto alcune sue scuole in laboratori teatrali conclusisi con uno spettacolo interpretato da mia figlia Alessia.”
Credi che un lavoro così possa servire alla società? “Le memorie che ho raccolto non parlano solo di guerra,  ma anche di come si viveva prima,  della nostra cultura contadina e  quindi penso che possa servire  soprattutto alle nuove generazioni.
Viviamo in una società multietnica e per poterci confrontare con altre culture,  e accogliere altri modi di vivere dobbiamo sapere chi siamo e da dove veniamo,  conoscere le nostre radici e la nostra storia.”

Maria Grazia Tosi

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