Storia di Riccione

lunedì, febbraio 13, 2012
da famijarciunesa

1923 – L’annuario di Mario Becca

Una interessante panoramica del tessuto socioeconomico di Riccione nell’anno della sua costituzione a municipio autonomo la troviamo nella parte della guida di Mario Becca che riguarda l’”annuario”. Da quelle pagine ricaviamo gli aspetti amministrativi, commerciali e artigianali del comune con i protagonisti dei vari uffici ed esercizi pubblici. L’amministrazione straordinaria di Riccione è retta dal commissario prefettizio Luigi Righi; tre sono gli impiegati comunali: Ermanno Trebbi (segretario), Pietro Silvagni (ufficio dazio) e Augusto Bartolini (stato civile). Due sono gli uffici postali: quello di Riccione paese, in via De Vito (ora Dante), diretto da Gualtiero Celli e quello di Riccione marina, in viale Viola, condotto da Ubaldo Renzi. II comune annovera tre chiese: una in paese, una a marina e una a San Lorenzino. La caserma dei carabinieri è in via del Porto (ora Diaz); l’esattoria, presso la cassa di risparmio nel villino Martinelli; la dogana, in via del Porto. L’ufficio del registro è a Rimini; le scuole elementari si trovano in paese e a marina; il cimitero è in via Flaminia; il macello pubblico è in via Flaminia; il banco del lotto è in via De Vito; il Credito romagnolo è in viale Viola (ora Ceccarini) e la Cassa di risparmio in via Roma (ora Gramsci). Sempre secondo le indicazioni che ci fornisce I`annuario del Becca, ecco altre “voci”. Alberghi, pensioni e ristoranti: Hotel Lido (Gala. votti), Albergo Milano (Pietro Tontini), Hotel Amati (Amato Amati), Albergo Ristorante Savioli (Secondo Savioli e figli), Pensione Bedeschi (Luigi Tarana), Albergo Angelini (Matteo Angelini), Pensione Del Bianco (Colombo Del Bianco), Pensione Zanzani (Emilio Zanzani), Pensione ristorante Goldoni (fratelli Goldoni), Albergo Adriatico (fratelli Vasolini). Tre sono le osterie (Leonilde Conti ved. Bologna, Antonio Protti e Amilcare Cecchini); cinque i bazar; due le biancherie; una cartoleria-libreria; due le rivendite di cartoline illustrate; tre le edicole; una profumeria; due le pasticcerie; sei i negozi di generi alimentari (gestiti da Mauro Bagli, Pietro Bertozzi, Primo Caldari, Leonilde Santini, Secondo Savioli e Letizia Signorini); una vendita oli alimentari (Giuseppe Angelini); sei gli spacci di sali e tabacchi (Albertina Francini, Nicola Casali, Ottavio Rossi, Pietro Bertozzi, Battista Magnani e Antonio Andreini); una rivendita di ghiaccio (Aristodemo Rigoni); una vendita macchine da cucire (Antonio Geminiani); due le manifatture (Elviro Casali e Ernesto Del Bianco); tre le mercerie e mode (Cristina Zanzani e figli, Armando Bernabei e sorelle Della Rosa); tre le vendite di legnami (Antonio Leardini, ditta Maggiori, ditta Fratelli Mancini); una vendita di reti metalliche (Lucio Conti); una rivendita di terraglie e stoviglie (Salvatore Magnani); due gli stallatici (Leonilde Conti ved. Bologna e Primo Conti); due i molini (Lino Ronci e Battista Ronci). Ed ora veniamo ai professionisti, agli esercenti e agli artigiani. Medici: Sanzio Serafini, primario ospedale Ceccarini; Federico Riccioni, medico condotto, e Felice Pullè; farmacisti: Michele Basigli e Arnaldo Passerini; levatrici: Esperia Lugaresi e Annunziata Guerra; notai: Bruno Orefice; ingegneri: Galeazzo Pullè; geometri: Romeo del Bianco e Rodesindo Pozzi; capimastri: Gerolamo Fabbri, Ferdinando Pari, Giovanni Cecchini, Edoardo Matteoni e Alessio Piccioni; appaltatori: Giovanni Cecchini, Alessio Piccioni e Ferdinando Pari; venditori di materiale da costruzione: Luigi Donini, Antonio Piccioni e Carlo Fattori; agenti assicuratori: Luigi Angelini,  “Roma”; Giuseppe Geminiani, della “Fondiaria”; Pietro Certari,  “La Grandine”; Rodesindo Pozzi, ”Adriatica”; pubblicitari: Luigi Angelini; agenti d’affari: Giuseppe Magrini e Pio Della Rosa; mediatori: Giulio Troni, Pio Della Rosa, Antonio Geminiani, Giuseppe Magrini e Luigi Santini; venditori automobili: Mario Aristodemo Papini; venditori biciclette e motociclette: Luigi Del Bianco e Aristodemo Papini; venditori combustibile: Cesare Pritelli, Giuseppe Rinaldi e Basilio Ricci; venditori cuoi e pellami: Gaetano Bianchini; orologiai: Morigi; armaioli: Vittorio Fabbri; bagnini: Antonio Corazza, Camillo Corazza, Ugo Bernabè, Giuseppe Angelini e Settimio Pari; sarte per signora: sorelle Della Rosa; sarti per uomo: Aurelio Ragni e Ezechiele Pozzi; cappellieri: Egisto Tonini; barbieri: Aristide Galassi, Fulvio Tonini e Aurelio Stefanini; calzolai: Luigi Coscia e Augusto Galassi; decoratori e verniciatori: Francesco Montanari, Settimio Pari e Pilade Pari; elettricisti: Guido Fagioli, Dino Berni, Arturo Romagnoli, Del Bianco e Migani; fabbri: Lucio Carli, Antonio Gusella, Fratelli Mancini, Bologna, Casadei; falegnami ed ebanisti: Giovanni Bertozzi, Battista Magnani, Primo Angelini, Luigi Rinaldi; lattonieri e vetrai: Armando Tirincanti (e fratelli), Eugenio Torri (e figli), Luigi Colombari, Arturo Romagnoli; meccanici: Antonio Gusella (e figli) e Aristodemo Papini; gestori di caffè: Vincenzo Galassi, Anna Leoni, Maria Palazzi, Fratelli Sirocchi, Fratelli Goldoni; droghieri: Leonardo Mazzocchi, Gregorio Villa e Cesare Bastia; salumieri: Giuseppe Ballanti, Cesare e Faustina Del Bianco, Cesare Bastia; macellai: Roberto Mancini, Primo Tontini, Giuseppe Zanni, Eno Zanni; pescivendoli: Albertina Barilari in Conti e Luigi Migani; zoccolai: Epimaco Manzi e Vincenzo Manzi; vetturali: Torquato Pasolini, Primo Conti, Amilcare Cecchini. Per colmare le lacune dell’”annuario” del Becca, con riferimento al periodo commissariale di Righi, aggiungiamo alcune brevi note. L’Ufficio tecnico del comune è gestito dall’ingegnere Galeazzo Pullè il quale si dimetterà dall’incarico il 25 maggio 1923 e a quella data sarà assunto l’ingegnere Alberto Sironi che svolgerà la mansione gratuitamente, aiutato dal geometra Rodesindo Pozzi (Sironi morirà nel dicembre del 1923); ufficiale sanitario: dott. Sanzio Serafini; veterinari: dott. Giuseppe Gattei (titolare della condotta) e dott. Elio Franciosi (interino); guardie municipali: Alessandro Marchetti (capo guardia) e Giovan Francesco Uneddu (guardia semplice)”.

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