La “guerra” dei Palas
E’ guerra senza confini. Anzi, sul confine. Una battaglia dagli esiti imprevedibili, che si gioca sul futuro del palacongressi, tra Riccione da una parte, i riminesi dall’altra. Alla vigilia di Natale sono stati gli operatori della Perla verde a far scattare l’allarme, impauriti dalla possibilità che la gestione delle sale del Palas venga affidata a una società -prevedibilmente Convention Bureau- controllata da Rimini Fiera. Gli albergatori hanno avanzato allora una proposta di affitto degli spazi congressuali, per evitare di venire «schiacciati» dai colleghi riminesi. Immediate le reazioni del capoluogo. Il presidente della Provincia Stefano Vitali e il vicesindaco di Rimini Melucci hanno attivato le contromisure, alzando il tiro sui debiti accumulati dalla PalaRiccione. Perchè sta tutto lì, nel buco milionario, il cuore della verterza. Il sindaco Massimo Pironi è messo all’angolo da chi (gli operatori e non solo) spinge per una gestione autoctona della struttura e chi, sull’altro versante del Marano, tiene il mano i cordoni della borsa e immagina un futuro comune per i due palacongressi. Quello di Rimini, infatti, aprirà i battenti a marzo e una guerra all’ultimo sangue è uno scenario che la Fiera vuole scongiurare a tutti i costi. Fino al punto di impegnarsi direttamente nella risoluzione del forte indebitamento del Palas. Soldi e aiuti in cambio di una gestione unitaria. Altrimenti, ha più volte dichiarato il presidente Lorenzo Cagnoni, ognuno andrà per la sua strada e voleranno gli stracci. Si cerca un’intesa, ma il sindaco Pironi sa bene che la strada è tutta in salita e le resistenze dei riccionesi sono forti. Il braccio di ferro proseguirà anche nei primi mesi del 2010, almeno fino a quando una delle due parti sarà disposta a cedere. Difficilmente però il fronte riccionese riuscirà a spuntarla, soprattutto di fronte alla compattezza del mondo politico riminese. Riccione congressi, per bocca del suo presidente Ivan Neri, ha ripetutamente invitato la Fiera a stringere accordi che riguardano soltanto la promozione dei due impianti, non certo la gestione. Cagnoni ha ribattuto che solo uniti i palas potranno vincere le sfide del mercato nazionale e internazionale. I primi temono che le sale riccionesi vengano di fatto messe in un angolo dal più imponente impianto riminese, gli altri rispondono che questo non accadrà. Ma i tempi stringono. L’apertura del palacongressi negli spazi dell’ex Fiera è il limite massimo per trattare.















