Riccione futura

venerdì, gennaio 28, 2011
da famijarciunesa

Viaggio tra le colonie: cessioni, progetti e incertezze

Vendita in vista per le tre colonie del Comune di Riccione. Si tratta della “Reggiana” e dell’ “Adriatica Soliera Carpi”, assieme alla “Savioli” inglobate nel progetto “Futurismo” della Kiron, e della “Bertazzoni”, tuttora sede del centro estivo comunale e della Fondazione “Cetacea”. In “stand by” i progetti delle private. L’unico prossimo alla realizzazione è quello dell’“Enel” che su disegno dell’architetto Renato Zauguio, la società immobiliare Logitalia Gestioni Spa. di Vicenza, intende trasformare in un prestigioso cinque stelle con 88 camere. Il Comune, intanto, cede  i suoi “gioielli. La “Bertazzoni”. E’ già stata inserita nell’elenco dei beni alienabili e andrà a bando nel 2011. A farla costruire negli anni Trenta era stato l’imprenditore di Suzzara Francesco Bertazzoni che l’aveva donata al Comune a patto che mantenesse il suo nome. Estesa su un lotto di 5.223 metri quadri, dei quali 1.721 di  superficie coperta, la struttura negli anni Novanta è stata sede dell’Istituto d’Arte. Con la vendita di questo immobile, il Comune, che non ha risorse per le ristrutturazioni e per l’ordinaria manutenzione, dovrebbe incassare almeno 17milioni di euro, che serviranno a finanziare gli interventi, bloccati dal Patto di stabilità. Il 7 dicembre l’Ufficio patrimonio ha concluso la gara, indetta per scegliere il professionista che ne dovrà fare la valutazione economica. Si tratta dell’ingegner Roberto Maria Brioli, ex direttore dell’Agenzia del Territorio di Rimini e di Forlì che, come osserva il dirigente Renzo Nicolini, ha un incarico a rischio, in quanto “sarà pagato, solo se la vendita andrà in porto”. Ma l’alienazione è già stata inserita nell’elenco dei beni disponibili del Piano triennale dei Lavori pubblici. Per l’ “Adriatica”, sede del laboratorio e scuola di ceramica del maestro Giorgio Giulianelli, e la “Reggiana”, che ospita delle associazioni sportive, si va verso la trattativa diretta con la Kiron. Le due colonie, l’11 marzo 2004, erano state concesse alla società, formata da Eden Viaggi e Immobiliare Valconca, rappresentate da Nando Filippetti e Piergiorgio Verni, in diritto di superficie per cinquant’anni, a decorrere dal rilascio di tutte le concessioni. Gli imprenditori avevano consegnato 516mila euro al Comune come garanzia, assieme alle fideiussioni. Entrambe le strutture sono vincolate dalla Sovrintendenza. Quanto frutteranno è da capire, ma l’incasso, considerate le dimensioni degli immobili, sarà interessante. L’Adriatica, costruita negli anni Trenta su quattro piani, ha una pianta di 430 metri quadri, mentre il lotto complessivo si estende su 950 metri quadri. In base al contratto stipulato, la Kiron si era impegnata a ristrutturarla per poi riconsegnarla al Comune. La sua trattativa è strettamente legata all’esito di quella della “Reggiana” con la quale si conta d’incassare oltre 5milioni di euro. Sta di fatto che, raggiunto l’accordo con la Kiron, per la vendita servirà il via libera della Sovrintendenza. Se i privati l’avranno in proprietà, sarà una garanzia per le banche che devono concedere il credito per la resort”. Un particolare, la “Reggiana”(Casa di vacanze Reggio Emilia”, già colonia “Amos Maramotti”, fu costruita in viale D’Annunzio nel 1934 su progetto dell’architetto Costantini. Di proprietà del Comune emiliano, fu comprata per 300 milioni di lire dall’ex sindaco di Riccione Terzo Pierani  che andava fiero di quell’affare. Tanto più che il fabbricato, esteso su 1.448 metri quadri per tre piani, su un lotto complessivo di 15.888 metri quadri, godeva ancora di ottima salute. Poi l’abbandono e la rovina totale. In quanto alle colonie private, tutte destinate a trasformarsi in prestigiosi hotel, resta serrato il confronto tra privati e tecnici del Comune sulla “Mater Dei”. Interesse anche sulla “Perla Verde”, già del commendator Renzo Vendramini, genero di Bertazzoni. I neo proprietari sono già andati in municipio per capire come procedere. Al Marano, invece, tutto tace sulla “Casa Del Bimbo”, “Pio XII” e “Sirenella”, mentre per la “Primavera”, un anno fa la famiglia Montebelli, con esperienza consolidata nel settore alberghiero, aveva già presentato una prima bozza del progetto in Comune per farne un prestigioso quattro stelle.

Nives Concolino

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