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“Rugby oltre le sbarre” in campo per non arrendersi e per cambiare

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Pier Paolo Gambuti ed il progetto “Rugby oltre le sbarre”, in campo per non arrendersi e per cambiare.

“EXTRA: Rugby oltre le sbarre” è il nome del progetto che ogni sabato mattina, dal febbraio 2016, propone attività motoria e conoscenza del gioco del rugby ai detenuti della Casa Circondariale Pesaro-Villa Fastiggi, con il patrocinio della Federazione Italiana Rugby.

Tra i tecnici volontari c’è anche il riccionese Pier Paolo Gambuti “L’obiettivo è quello di contribuire alla risocializzazione del detenuto, attraverso l’applicazione concreta dei valori educativi del rugby.

Come il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro, il sostegno del compagno. Insegnamenti preziosi per il reinserimento nella società civile. Quali sono le motivazioni che spingono i giocatori a mettersi in gioco? “Il rugby per non arrendersi, il rugby per cambiare. Anche nei tempi supplementari della vita.

Un sofferto e determinato inno allo sport e alla vita. Ma anche alla speranza”. Chi inizia sa già giocare? “Non sempre, succede che chi inizia ad allenarsi non conosce il gioco ma non si sottrae alla magia dello sport: dopo poco si conosce la fatica dello scontro, la necessità di appartenere, sostenere, condividere.

E questa è la prima lezione che capisce il rugbista sia che si vinca o si perda, esperti o principianti che si possa essere. Anche per questo il progetto ha vinto il premio fratelli di sport ” Emiliano Mondonico” nel 2018.

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