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Comune di Riccione
mercoledì, Aprile 24, 2024

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Vota “Miss Rotonda”: qual è la più bella di Riccione?

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Siamo chiusi in casa ma Famija Arciunesa ti fa fare un giro per Riccione, ti faremo girare la testa!
Dai il voto ad ogni rotonda per eleggere, tra le più rappresentative, la più bella di Riccione!

Rotonda dei Pianeti *

Viale Adriatica - In questa rotonda sono collocate cinque sfere di tre diverse dimensioni. Fanno bella mostra di sè su un ideale segmento, un ponte, che ricongiunge il mare alla parte alta della città .

Rotonda delle Cartoline *

Viale Felice Carlo Pullè - Realizzate dallo scultore e decoratore Anselmo Giardini in maiolica dipinta a mano e cornice in cemento. Le immagini sono ispirate alle cartoline d'epoca e rappresentano persone in vacanza a Riccione.

Rotonda Gino Moro *

Viale Ceccarini - Inaugurata nel 2013 è situata davanti l'Ospedale Ceccarini di Riccione ed intitolata al dott. Gino Moro, primario chirurgo dello stesso ospedale dal 1933 al 1963.

Rotonda della Conchiglia *

Viale Enrico Berlinguer - Una delle porte di Riccione che da il benvenuto con l'effige della Perla all'interno della conchiglia griffata Riccione.

Rotonda delle Vele *

Viale Flaminia - Il progetto delle vele marinare ideate da Dario Fo, era stato pensato come elemento di arredo per le cabine degli stabilimenti balneari (in alcuni casi poi realizzate, passeggiando sul lungomare). Gli studenti dell’Istituto d’arte Fellini le hanno rielaborate e poi sono state realizzate su indicazioni del Club Nautico Riccione e posizionate nella rotonda di San Lorenzo. Le vele sono sette e raggruppano gli stemmi araldici delle antiche famiglie marinare in una moderna fantasia. La rotonda è stata inaugurata nel dicembre 2001 ed è ritenuto uno dei luoghi più fotografati di Riccione.

Rotonda della Vera Puteale *

Viale Emilia - La vera del pozzo di Villa Mussolini ha trovato nel la collocazione definitiva nel 2004 nella rotonda tra i viali Emilia e Portofino. La vera, scolpita a mano, è stata arricchita dall’artista Giardini con una statua bronzea che rappresenta una sirena, uscita dall’acqua con una stella. Una curiosità, Paolo Bizzocchi sostiene che quella vera è di epoca romana perché regalata dal Res di Libia al Duce. Un esemplare, arrivato da Leptis Magna, risalente al I° o II° secolo d.C.

Rotonda delle Farfalle *

Viale Giovanni da Verrazzano - Inaugurata nel 2010, l'idea di animare la nuova rotatoria con le farfalle è partita dagli studenti della scuola elementare di viale Capri ed è stata realizzata dall'artista riccionese Anselmo Giardini. La nuova rotatoria è stata inaugurata nella... giornata nazionale della bicicletta!

Rotonda di San Lorenzo *

Viale Giulio Cesare - Inaugurata nel 2002 manda in pensione il “curvone” di San Lorenzo che tanti problemi di sicurezza aveva creato in quel tratto della Flaminia.

Rotonda della Cultura *

Strada Statale 16 - La rotatoria è stata inaugurata nel 2013 e finanziata da Coop. I concetti guida richiesti per la rotatoria di solidarietà, mutualità e cooperazione sono stati espressi dai ragazzi del biennio del Liceo Scientifico Artistico Volta-Fellini (classi 2° A e E) che si sono aggiudicati il concorso di idee coordinati dai loro insegnati e dall’artista Anselmo Giardini.

Rotonda dei cavalli *

Viale Enrico Berlinguer - Inaugurata nel 2005, l'intervento esterno è stato realizzato dal Comune di Riccione mentre l'interno della rotonda è da sempre affidato alla Comunità di San Patrignano che ha allestito le tre statue raffiguranti l'attività di equitazione della Comunità..

Rotonda delle Maschere *

Viale Vittorio Emanuele II - Inaugurata nel 2015 è intitolata a Nicola Casali, sindaco di Riccione dal 1951 al 1953. Al centro la riproduzione delle tre maschere una volta collocate sulla facciata del Cinema Teatro Turismo.

Rotonda di Marylin Monroe *

Viale Panoramica - Inaugurata nel 2008, il suo nome ufficiale è “Rotonda della Seduzione”. Al centro la statua è stata eseguita dallo scultore Domenico Neri di Cesena con lo stesso calco usato dall'artista per realizzare quella che si trova sull'Hollywood boulevard di Los Angeles.

Rotonda delle Fontanelle *

Via Adriatica - Inaugurata nel 2009 è uno dei simboli del quartiere Fontanelle. Al centro la fedele riproduzione delle quattro fontane storiche del quartiere: “La Funtèna”, “La Pèmpa”, “E Chèp” e “La Funtèna ad Sant’Ales”.

Rotonda della Pace *

Via Portofino - Al centro della rotonda protagonista un grande ulivo, simbolo della pace.

Rotonda dell'Ospitalità *

La rotonda dell'Ospitalità in piazzale Cadorna, davanti alla Stazione ferroviaria, dal 2013 ospita Marco Lodola con la sua scultura luminosa

Statistiche - View the results

Il lampadario del Pascià, simbolo di un locale mito della movida di Riccione

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Il lampadario del Pascià
  1. Lo storico lampadario del Pascià arrivato a Riccione direttamente da Cinecittà. 
1995 – La pubblicità del Pascià anche su Famija Arciunesa per celebrare il 35 anni del locale nel 1995. Il locale era nato sulle ceneri del dancing “Pariolino”.

Il Pascià, locale storico della movida di Riccione con uno storico simbolo: il lampadario posizionato sopra la pista.

Il locale è situato in una grande villa disposta in quattro piani tutti elegantemente arredati, all’ultimo piano una bellissima terrazza panoramica. Il Pascià entra a far parte del mondo della notte nel 1985 con il nome di “Pacha” strizzando l’occhio all’isola di Ibiza.

LA STORIA DEL LAMPADARIO DEL PASCIA’

Il lampadario del Pascià, uscito impolverato da un magazzino di Cinecittà nel 1989, era quello del famoso film il Gattopardo di Luchino Visconti e divenne subito simbolo del locale.

Un’intuizione degli allora proprietari Gianni Fabbri, Enzo Zoffoli, Renato Ricci e Mauro Bondi con la supervisione al progetto degli architetti Luca Tausani e Marco Lucchi (firmerà anche il Makkaroni, la Villa delle Rose e il Byblos).

IL PASCIA’ DIVENTA GLAMOUR

Gianni Fabbri lo trasforma nel locale simbolo del glamour puntando a far diventare il Pascià sfarzoso, ricco, colorato e attraente.

Il locale diventa quasi una visione felliniana da Cinecittà in grado di evocare i fasti dell’Oriente lussurioso da favola: cupole, maioliche e mosaici. Di quegli anni si ricorda la grande selezione con inaugurazioni rigorosamente ad invito e conseguente affannosa ricerca dell’ingresso e finale di serata da Bombo.

I VIP AL PASCIA’

In quel periodo sui divanetti del locale o in terrazza potevi imbatterti in Federico Fellini, Jason Kay dei Jamiroquai, Jean Paul Gaultier, Renzo Arbore oppure Alba Parietti, mentre in consolle suonavano deejay del calibro di David Morales, Frankie Knuckles e Satoshi Tomiie.

Attività aderenti “Natale Regali Km Zero”

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“NATALE REGALI A KM ZERO” CON FAMIJA ARCIUNESA

Famija Arciunesa lancia l’iniziativa “Natale regali a Km zero” per sostenere il commercio di vicinato a Riccione. Un progetto che ha trovato l’immediata adesione di tutte le associazioni di categoria CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti unitamente a tutti i comitati commerciali della Perla Verde: Associazione Riccione Abissinia, Comitato d’Area San Lorenzo, Comitato Riccione Paese, Comitato Promoalba Viale Dante, Consorzio Viale Ceccarini, Associazione Riccione Alba e Comitato Tasso Riccione.

Chi farà acquisti nei negozi aderenti al progetto riceverà in regalo un libro su Riccione edito da Famija Arciunesa che ha messo a disposizione circa 1500 libri su temi di storia e cultura locale del proprio corposo archivio. Volumi la cui vendita serve solitamente all’associazione per sostenere progetti di solidarietà e che oggi saranno utilizzati per sensibilizzare i cittadini all’acquisto nei negozi di Riccione.

Hanno aderito tutti con grande entusiasmo e si è creato un clima di grande collaborazione capace di unire tutte le realtà di Riccione, come in famija” commenta soddisfatto Francesco Cesarini Presidente di Famija Arciunesa “le attività sotto casa hanno un importante valore economico ma anche sociale: in questi luoghi ci si incontra, si coltivano le relazioni, un tema molto sentito in città. Sono realtà che devono fare i conti con la crisi, regolamenti stringenti sul movimento delle persone e soprattutto con la concorrenza sleale dei colossi online, con un piccolo gesto ognuno di noi può dare una mano. Fare acquisti in questi negozi, oggi significa più che mai, sostenere la nostra comunità”.

L’iniziativa verrà supportata da una campagna affissioni e comunicazione sugli strumenti di Famija Arciunesa e di tutti i protagonisti coinvolti. Sono 103 le attività commerciali che hanno aderito e che esporranno da lunedì la locandina ufficiale di “Natale regali a Km zero”: ogni negozio deciderà l’importo minimo di spesa necessario per avere il libro in regalo e disponibile fino ad esaurimento scorte.

Buon Compleanno Famija Arciunesa!

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Famija Arciunesa compie 40 anni in una serata allo Spazio Tondelli.

Tutto esaurito alla Spazio Tondelli per i 40 anni di Famija Arciunesa    
Posti esauriti allo Spazio Tondelli di Riccione per i 40 anni di Famija Arciunesa, che ha festeggiato il compleanno come in una grande famiglia, con semplicità, tanta allegria e sorprese. Tra  emozioni, ricordi, foto e proiezioni, racconti ed incursioni dialettali è stata ripercorsa la storia dell’associazione culturale con protagonisti di ieri e di oggi, l’attività svolta con oltre 500 mila euro in beneficenza, più di 50 libri pubblicati, 170 numeri della rivista distribuiti gratuitamente per un totale di 2.680.000 copie

 

Pienone allo Spazio Tondelli per i 40 anni di FA

Un’occasione per presentare il nuovo formato, veste grafica e logo del periodico Famija Aciunesa, voluti dal neo “Babbo” , nonché direttore, Francesco Cesarini, conduttore della serata. Nella gremitissima platea intere famiglie, nonché bagnini, albergatori, commercianti e alcune autorità, dal presidente della Provincia, Riziero Santi, al presidente del Consiglio di Riccione, Gabriele Galassi in rappresentanza dell’amministrazione comunale che ha concesso il patrocinio.

La presentazione del nuovo logo di Famija Arciunesa ideato da Paolo Santovito

La serata, cominciata con la proiezione di una serie di immagini del 1980, anno di nascita di Famija Arciunesa, è proseguita con il ricordo dei veterani e fondatori dell’associazione a partire dai “Babbi” Alver Colombari e Giorgio Piccioni (già presidente di Riccione Terme) fino a Mario FaetaniRemo RastelliBruno Cecchini. Poi gli storici direttori, da don Piegiorgio Terenzi, già direttore del settimanale Il Ponte con il quale, nel 1980 fu pubblicato il primo numero di Famija Arciunesa, fino a Luciano SedioliMarzio CesariniCarlo Andrea BarnabéGiovanni Cioria e Francesco Cesarini.

La torta del Panificio Bianchi per i 40 anni di Famija Arciunesa, in platea le sorelle per soddisfare 350 persone…

Durante la festa di compleanno sono state consegnate quattro targhe ai veterani Epimaco (Pico) Zangheri, storico fotografo che ieri ha compiuto novant’anni e che tuttora collabora con la Famija assieme al figlio Gianni, Edmo Vandi per gli articoli e le pagine dialettali pubblicati in questi decenni, Giuseppe Lo Magro per diciotto anni presidente e oltre dodici consigliere e segretario, e Nives Concolino, giornalista, che ha cominciato a scrivere sulla rivista fin da studentessa.

Da sinistra: Giuseppe Lo Magro, Edmo Vandi, Francesco Cesarini, “Pico” Zangheri, Nives Concolino.

Durante la serata, intervallata dagli applautitissimi monologhi di Francesca AiraudoFerdinando Gabellini con testi di Francesco Gabellini, Roberto Casadei, nonché dalle “zirudele” di Edmo Vandi”, stralci del film-documentario, prodotto da  Icaro Communication “Riccione, racconti di un mito” e foto storiche, si sono esibiti pure i ragazzi del Centro 21 con una performance di danza. Presente pure una rappresentanza del Campo Lavoro diocesano, che ha dato alcune anticipazioni dell’iniziativa, che coinvolgerà anche Riccione il 28 e il 29 marzo. 

Le ragazze del Centro 21

Per l’occasione è stato presentato il nuovo direttivo formato da Antonio BattarraAntonio CianciosiFederico Galli, Alessandra PrioliPaolo SantovitoRoberto TerenzianiValerio Tullio e Andrea Urbinati. Lanciata l’idea di dedicare ogni anno nell’ultimo fine settimana di ottobre una ricorrenza per ricordare e festeggiare Maria Boorman Ceccarini, benefattrice della città. Per l’occasione è stato presentato il nuovo direttivo formato da Antonio BattarraAntonio CianciosiFederico Galli, Alessandra PrioliPaolo SantovitoRoberto TerenzianiValerio Tullio e Andrea Urbinati. Lanciata l’idea di dedicare ogni anno nell’ultimo fine settimana di ottobre una ricorrenza per ricordare e festeggiare Maria Boorman Ceccarini, benefattrice della città.

Da sinistra: Francesco Cesarini Presidente FA, Antonio Cianciosi Segretario FA, Antonio Batarra Tesoriere FA, Paolo Santovito grafico giornale, Alessandra Prioli Vice Presidente FA, Valerio Tullio consigliere, Andrea Urbinati consigliere, Roberto Terenziani consigliere, Federico Galli consigliere.

 

“Casa del Bottone” diventa “Bottega Storica”

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Il riconoscimento ufficiale è stato celebrato con la consegna della relativa targa alla presenza della Sindaca di Riccione Daniela Angelini, del Presidente CNA di Riccione Roberto Corbelli e
del responsabile di sede Marco Mussoni.

Da oggi la “Casa del Bottone” di Riccione è così iscritta nell’apposito Albo comunale istituito nel 2022 per la valorizzazione dell’ambito commerciale storico.

Un attestato importante per una realtà storica della Perla Verde che ha mosso i suoi primi passi nel lontano 1957 con la prima licenza rilasciata dal Comune di Riccione e rintracciata negli archivi in favore di Pompilia, detta Ilia, Pollettini madre di Anna Maria ed autentica protagonista della nascita di questa storia imprenditoriale da anni radicata a Riccione.

Inizialmente il piccolo negozio aprì in Viale Mameli ma ben presto l’attività si trasferì nella zona di Riccione Paese, prima in Viale Diaz e poi in Viale Ruffini vero e proprio punto di riferimento per tantissimi riccionesi e riferimento storico di Piazza Unità.

L’attività, negli oltre 65 anni di storia, si è sviluppata e consolidata attraverso la partecipazione ed il contributo della varie generazioni, dalla signora Pompilia (Ilia), alla figlia Anna Maria fino alla nipote Laura, un percorso caratterizzato da una costante passione e affidabilità.

“La Casa del Bottone, una delle prime attività del nostro Paese, rappresenta una bella storia riccionese tutta scritta al femminile” -ha commentato la Sindaca Daniela Angelini– “Avviata come merceria, si è poi specializzata nel bottone dando un servizio alla città e dimostrando che con passione e sacrificio si possono ottenere grandi risultati”.

Una realtà ancorata fortemente alle proprie origini dove gli arredi hanno mantenuto e valorizzato quelle atmosfere peculiari del negozio, della bottega: grandi cassetti espositivi pieni dei più diversi accessori come bottoni, nastri, passamaneria, fili, utensili per il cucito e lavori sartoriali danno bella mostra di sé sulle pareti del piccolo locale.

Entrando nel negozio si percepisce il senso di quella laboriosità sempre più preziosa in grado di richiamare il ricordo di mestieri ormai rari, come quelli legati al ricamo o più in generale alla sartoria.

Il negozio rappresenta per tutti i riccionesi un punto di approdo sicuro per professionisti come le sarte ma anche per i privati alla ricerca della competenza e delle infinite soluzioni che la varietà di bottoni, fili e piccoli accessori offrono, elementi ormai introvabili se non in questi negozi specializzati, ormai sempre più rari. (di Francesco Cesarini)

Quando a Riccione andavamo tutti al cinema

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Il cinema, per molti decenni, è stato il divertimento preferito dagli italiani. Non c’era la concorrenza della televisione, degli schermi giganti, delle piattaforme in streaming. Ma, soprattutto, era un divertimento per tutte le tasche. Infatti, quando un nuovo film usciva, veniva proiettato nelle sale di prima visione, poi si passava alla seconda e, infine, alla terza visione. E il prezzo del biglietto calava progressivamente.

1964. L’arena Zanarini con la storica maschera Chicco.

Alla conclusione del suo ciclo, quando le pellicole erano rovinate e piene di giunture (erano di cellulosa e, oltre a essere fragili, prendevano facilmente fuoco) finivano nei cinematografi di periferia, spesso cinema parrocchiali, immortalati da Gaber nella sua canzone Porta Romana: «Tre film in una volta 100 lire» (le 100 lire del 1960 equivalgono al costo di due caffè ai giorni nostri).

Biglietto d’ingresso al Cinema Arena Dante a Riccione.

Il numero di spettatori, soprattutto se confrontato con i tempi odierni, era impressionante: 661 milioni nel 1950, 819 milioni nel 1955 (15 biglietti staccati per ogni italiano, neonati compresi), scesi a 513 milioni nel 1975 e precipitati a soli 83 milioni nel 1992. I prezzi dei biglietti però, aumentarono in proporzione al calo degli spettatori. Anche a Riccione le sale cinematografiche erano molto frequentate e assai numerose. Nonostante la popolazione riccionese negli anni ’50 fosse di soli 13.000 abitanti, c’erano moltissime sale cinematografiche, soprattutto, le arene all’aperto che, nei mesi estivi, dovevano fronteggiare l’arrivo di migliaia di turisti. Vado a memoria: Turismo, Odeon, Dante, Africa , Zanarini, Arena Mare, Star, Alba.

1953. L’arena Alba vista dall’aereo quando era ancora nella zona dei giardini. In seguito fu spostata in viale Finale Ligure.

Nella stagione estiva venivano spesso proiettate delle anteprime nazionali che richiamavano un grande pubblico. Che soddisfazione tornare in città e dire agli amici che avevi già visto un film che nessun altro aveva potuto ancora vedere! I manifesti dei film in programmazione venivano appesi nei punti di maggior passaggio e, sparse per tutta Riccione, c’erano le locandine con l’elenco dei film in programmazione.

1939. Pubblicità del film “Una notte all’Opera”. Dino Cesarinii seduto e Fabbri al megafono.

C’era anche chi usava mezzi meno ortodossi. Negli anni ’30, un moscone che trasportava il manifesto del film programmato all’Arena Dante, passava a poca distanza dalla riva con su due volonterosi giovanotti. Uno remava e l’altro gridava in un megafono invitando i bagnanti ad assistere alla proiezione. Poi arrivarono le auto con altoparlante che scorrazzavano per la città e, negli anni ’60, il Publiphono che, oltre ad annunciare il ritrovamento di qualche bambino disperso sulla spiaggia, faceva pubblicità alle sale cinematografiche.

1960. Di fronte al bar Canasta, appoggiati al muro della Cassa di risparmio, si vedono i cartelloni che pubblicizzano i film in programmazione.

Il primo segnale che l’estate stava finendo era dato dalla comparsa di locandine di film in lingua tedesca. Imperativo era rendere felici i turisti d’oltralpe. All’inizio degli anni ‘2000 il crollo degli spettatori colpì anche Riccione e i cinematografi chiusero i battenti. Nel 2001 il Cine Teatro Turismo fu abbattuto e la stessa sorte toccò all’Odeon nel 2003.
Di quest’ultimo resta l’insegna in viale Corridoni, testimonianza di un’epoca perduta per sempre. Un’epopea durata oltre 50 anni, si era conclusa. (di Vittorio Costa)

Con “La sgrignarèla” Famija Arciunesa dona 7mila euro in beneficenza

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da sinistra: Lino Masucci volontario Famija Arciunesa, Don Alessio, Francesco Cesarini Presidente Famija Arciunesa, Rosanna Pompei Presidente Caritas Interparrocchiale Madonna del Mare Riccione

Una risata per regalare un sorriso a chi è meno fortunato: era questa la finalità benefica della rassegna di teatro dialettale “La sgrignarèla” organizzata dall’Associazione Famija Arciunesa e promossa dal Comune di Riccione. Obiettivo raggiunto in pieno grazie alle due donazioni che la storica associazione riccionese ha potuto effettuare con il ricavato delle rappresentazioni teatrali: la prima di 6mila euro (in accordo con tutte le parrocchie della città) per la Caritas interparrocchiale di Riccione, la seconda di mille euro per la Croce Rossa Italiana-Comitato di Riccione.

La rassegna, andata in scena alla Granturismo del Palazzo del turismo lo scorso gennaio e febbraio, ha proposto un divertente calendario proposto dalle migliori compagnia dialettali del territorio che ha riscosso un grande successo e ha permesso alla storica associazione di effettuare l’importante donazione a sostegno delle due associazioni di volontariato riccionesi che operano sul territorio.

Le donazioni, frutto del ricavato della rassegna teatrale, sono state consegnate dal presidente della Famija Arciunese Francesco Cesarini in occasione del pranzo di autofinanziamento della Caritas Interparrocchiale svoltosi domenica 17 marzo alla tensostruttura della Parrocchia San Martino di Riccione “Riccione ha risposto alla grande – ha puntualizzato Cesarini – per noi è una grande soddisfazione contribuire per sostenere realtà così importanti per il territorio e nel farlo dare valore al dialetto e alle nostre tradizioni. Vista la grande partecipazione e l’entusiasmo dei tanti che hanno assistito alle commedie siamo già al lavoro per la seconda edizione”.

Presente alla donazione anche la vicesindaca del Comune di Riccione, Sandra Villa. “Ancora una volta la città di Riccione ha risposto con grande partecipazione e solidarietà ad un’iniziativa a scopo benefico come quella proposta da Famija Arciunesa che – ha dichiarato Sandra Villa – ha messo insieme lo stare insieme come comunità, sotto il segno dell’allegria e della tradizione, con l’impegno sociale. Questi sono i valori che contraddistinguono una società altruista”.

Villa Eden e pensione Bolognese: perle anonime con un valore da riconoscere e recuperare

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Albergo Villa Eden in Viale Gramsci.

VILLA EDEN E PENSIONE BOLOGNESE DUE PERLE DA CONOSCERE MEGLIO

VILLA EDEN

Abissinia è da sempre per un riccionese il quartiere delle Terme. Anche oggi non si possono non associare i due termini, riconoscendo quanto il successo della zona sud della città debba alla presenza dello stabilimento termale.

Pochi però sanno che il primo stabilimento idropinico, già esistente agli inizi  del 1900,  si trovasse vicino al centro di Riccione, lontano dalla zona sud. Era ubicato in Viale Gramsci, allora Viale Roma, presso l’Albergo Villa Eden, che ancora sorge sul tracciato originario e ne conserva resti delle strutture termali sul retro.

Primo ed ultimo stabilimento idroterapico esistito a Riccione, vi si praticavano una vasta serie di bagni e docce con acqua di mare, addizionata con vari prodotti medicamentosi.

Ancora oggi avremmo la possibilità di visitare all’interno di Villa Eden, luoghi ed atmosfere di un tempo ormai trascorso, di cui possiamo orgogliosamente fregiarci.

Negli anni ’40 l’edificio (appartenuto ad una anziana signora deceduta all’età di 103 anni  e per amore della libertà mai sposatasi) in periodo di guerra, ospitava le truppe tedesche.

Le provviste venivano acquistate nei negozi vicini, dal macellaio all’angolo Viale Gramsci, Viale Ceccarini dal fornaio al lato dell’albergo. Molti i clienti stranieri per lo più Austriaci negli anni ’70, tanti gli ospiti affezionati, pronti a chiudere un occhio rispetto a servizi non più adeguati, pur di ritrovare il piacere di una bella accoglienza in un’atmosfera antica.

LA PENSIONE BOLOGNESE

Il passato con i suoi suoni, profumi atmosfere ancora vivono silenziosamente nella planimetria di una città travolta dalla fama e baciata dalla fortuna, ma purtroppo anche aggredita dal cemento, dalla miope speculazione edilizia.

Disseminati per Riccione, troviamo altri segni di un tempo lontano, edifici che hanno segnato la storia e che andrebbero gelosamente protetti a custodia della memoria di un passato che ci rende unici e irripetibili.

Ristorante Pensione Bolognese (archivio Vittorio Costa).

La pensione Bolognese, questa più vicina all’attuale area termale; costruzione a bordo strada fornita di colonnato e decori tipici degli anni ‘50. L’edificio, così come lo possiamo ammirare oggi, compare nel film di Dino Risi ,”L’ombrellone”. Film che ha visto come protagonista femminile Sandra Milo nei suoi anni migliori.

Ancora in funzione fino ad un anno fa, la struttura è stata gestita a lungo dalle proprietarie, le sorelle Barbanti. Alcuni ricorderanno come la più longeva delle due, per evitare di essere privata del diritto di continuare ad abitare li, si era legata, incatenata ad una ringhiera del lungomare. ‘Irriducibili’ le Riccionesi di quel tempo.

Dopo aver ospitato centinaia di bagnanti, frequentatori delle Terme del Beato Alessio, la Pensione Bolognese, è stata poi ereditata e data in gestione per essere poi acquistata e trasformata in una realtà diversa. Un Condhotel? Chissà. Con la sua demolizione se ne andrà una parte della nostra identità.

Qualcuno potrà dire che non è la presenza di una struttura riecheggiante il passato, che possa impedire il cadere nell’anonimato e nell’omologazione generale. Forse non sarà certo così, ma le atmosfere sono il risultato anche di un immaginario e queste vecchie “antiche” strutture aiutano notevolmente a renderci unici. Perché non tentarne un magistrale recupero?

Alessandra Prioli

“La Sgrignarèla” prima edizione con il botto: che successo!

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Grande successo per il ritorno del teatro dialettale targato Famija Arciunesa.

Il dialetto è tornato ad essere protagonista con Famija Arciunesa che ha dato nuovamente vela alla consolidata tradizione delle commedie dialettali a scopo benefico. 

E’ nata con questa volontà la stagione dialettale “La Sgrignarèla” capace di unire le radici e i valori della tradizione alla solidarietà, alla voglia di stare insieme e al buonumore. Iniziativa che ha goduto del patrocinio de Comune di Riccione e della prestigiosa cornice della Sala Granturismo presso il Palazzo del Turismo.

 

“La risposta del pubblico è stata sorprendente” ha dichiarato il Presidente di Famija Arciunesa Francesco Cesarini “Con diversi “tutto esaurito” per le cinque rappresentazioni portate in scena per sostenere la Caritas di Riccione ed una replica dello della commedia della compagnia “Attori per caso” a sostegno dell’attività della Croce Rossa Italiana Comitato di Riccione”

 Sul palco hanno regalato risate i migliori interpreti del teatro dialettale del territorio: “Bagnino Gastone” con “Quei dal Funtanele, gli “Attori per caso” con “La v-ciaia la è bròta”,  la compagnia Hermanos con “Quand e nas un vec”, i Senza Prescia con “E feva ben Niron” e La Carovana in “L’America”.

“Una grande ringraziamento a Giuseppe lo Magro che ha coniato il nome della rassegna curata insieme all’atra colonna di questa prima edizione del dialetto alla Granturismo Pier Paolo Gabrielli” conclude Cesarini “Fondamentale nell’organizzazione l’operato di Simona Silvagni per la prevendita insieme a Luca Fabbri di Idee Regalo Tabaccheria 24 e naturalmente di tutto il Direttivo di Famija Arciunesa in gioco per questa bella iniziativa”.

 

 

L’infografica con la storia di Riccione

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Imperdibile per chi ama la Perla Verde e la sua storia fatta di personaggi, eventi e curiosità

Riccione 100 anni di storia” è l’infografica realizzata da Famija Arciunesa  grazie alla preziosa e determinante collaborazione degli studenti e insegnanti di grafica del Liceo Volta-Fellini. Un lavoro inedito che racconta per immagini e brevi testi la storia di Riccione e i suoi personaggi con date, eventi, disegni e ritratti capaci con un colpo d’occhio di dare le principali coordinate sulle origini, lo sviluppo e la storia della nostra città dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri.

Un progetto dal significato profondo, conoscere e valorizzare la nostra storia è uno degli obiettivi della nostra associazione, averlo fatto al fianco degli studenti coinvolti ci rende orgogliosi. E’ stato un lavoro che ci ha visto entrare nelle classi, confrontarci e parlare di Riccione.

I protagonisti del progetto. Classe 4Ca: Bartoli Marta, Bologna Sara, De Sio Karol, Giampreti Gaia, Pastore Michael, Pierucci Stefano, Roccia Denise, Romero Ogando J. Cristal, Signorotti Alessio, Squarzoni Silvia, Vastola Margherita. Classe 4Fa: Amadio Alessia, Balzi Martina, Carlini Luca, Cavalli Valentina, Emanuele Ambra Silvia , Foschieri Andrea , Gasperini Thomas, Gentile Asia Angelina, Guglielmetti Emanuele, Laserpe Ambra, Liverani Allegra, Montagna Liga, Mordini Federico, Postovan Titiana Leolina, Rastelli Davide, Ravaldini Nicoló, Rossi Mirco, Sapigni Manila, Signorotti Benedetta, Tovani Lorenzo.

Ci piace pensare che sia stato come gettare un sasso in uno stagno, innescando in classe e a casa tante conversazioni con al centro la storia della nostra città.

Se si dimentica o si cancella il passato si rende definitivo il presente, qualcosa che non può essere cambiato, per noi è qualcosa che ha che fare con il pensiero critico. Riappropriarsi del passato, per quanto complicato, è quindi un’affermazione di libertà.E allora se vogliamo capire dove andare è utile comprendere da dove veniamo.

L’infografica è stata esposta in tutte le scuole di Riccione ed anche donata alla Sindaca di Riccione Daniela Angelini che si è detta felice di poterla esporre in Municipio.

In mezzo ci sono tante storie fatte di pionieri, conquiste, eventi, la nostra Maria Ceccarini, l’Ospedale, il Giardino d’Infanzia, il porto ma anche Pelè, i locali da ballo, i parchi divertimento, la musica, lo sport, la cultura. Riccione ha una storia breve ma intensa che merita di essere raccontata e ricordata nel suo Centenario anche con strumenti innovativi come questo.

Avere l’infografica “Riccione 100 anni di storia” appesa in casa, nelle sale d’attesa di medici e professionisti, nei bar e in qualsiasi luogo pubblico penso possa essere un vero atto d’amore verso Riccione, spero siate in tanti a desiderarla.

Team di lavoro
Per Famija Arciunesa: ideatore Francesco Cesarini, Alessandra Prioli che ha curato il preziosissimo rapporto con il corpo docenti del Liceo, Paolo Santovito che ha super visionato e coordinato il lavoro grafico e Giuseppe Lo Magro consulente storico.

Determinanti gli insegnanti del Liceo Artistico: Rita Seraghiti, Gloria Pulici, Serenella Gennari, Roberto Caldari, Roberto Furelli che hanno organizzato e seguito il lavoro degli studenti e l’interessamento del Dirigente Scolastico Paride Principi e dell’insegnante Ileana Belluzzi.

Importante il sostegno dell’Amministrazione che ha dato il patrocinio all’iniziativa “Fare scuola con i piedi ed il cuore nel territorio ha un doppio valore” -ha sottolineato l’Assessore alla Scuola Sandra Villa– “Attraverso progetti come questi riusciamo ancora di più a mettere al centro i nostri ragazzi e diamo valore alla nostra storia e identità attraverso uno strumento innovativo ed immediato che Famija Arciunesa ha pensato, in occasione del Centenario, per tutta la città”.

Dimensioni infografica” cm. 50×70 • 12 euro senza cornice • 25 euro incorniciata

La trovate nei nostri punti tesseramento, trovate gli indirizzi sul nostro giornale, o presso la sede di Famija Arciunesa (Mercoledì 16.30-18.30) tel. 0541 643884 potete anche contattare direttamente i nostri incaricati:
Francesco 349 7773390 – Paolo 339 5019846

Attilio Cenni e il suo sviscerato amore per Riccione. Tra sogni e progetti

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Tanti gli impegni imprenditoriali e politici.
Ultimo atto d’amore: la donazione delle sue cornee

Persona poliedrica, ironica, quanto un po’ folle, nobile negli atteggiamenti e capace d’incantare chiunque con il suo savoir faire, ma soprattutto mattatore e mente dotata di grande inventiva. Si presentava così il noto imprenditore e politico riccionese, Attilio Cenni, deceduto lo scorso 17 luglio, a circa un mese dal suo 74esimo compleanno per via di un male contro il quale ha combattuto inutilmente, senza però mai perdere quel suo innato entusiasmo per la vita trascorsa sempre con gioia e gaiezza anche danzando.

Difficile racchiudere il suo profilo, la sua personalità in una semplice pagina. Cenni era infatti un vulcano di idee, soprattutto per la sua Riccione, che desiderava fosse sempre all’avanguardia, unica, fucina di nuove tendenze. Attilio, figlio di Biagio Cenni, sindaco dal 22 novembre 1964 al 15 luglio 1975, era molto conosciuto non solo sul fronte dell’imprenditoria, ma anche della politica.

Proprio il suo lavoro da imprenditore l’ha reso popolare fin oltre i confini nazionali. Amante del mondo della notte, era stato socio d’importanti discoteche come la Baia Imperiale di Gabicce Monte e del Prince di Riccione, nonché precursore dei locali del Marano, già dagli anni ’90 ai tempi del Territorio Match Music.

Sempre a Riccione ha pure gestito un’importantissima azienda di beverage, mentre con la famiglia è stato a capo del Grand Hotel Des Bains, dove nel tempo ha accolto ministri e altre personalità, artisti e sportivi di primo piano, dalla Moratti alla Hunzicher, alle grandi squadre di calcio, fino a principi e facoltosi sceicchi arabi. C’era poi l’aspetto politico.

Per anni, infatti, Attilio è stato assessore alla Pubblica Istruzione e al Bilancio, condivisibili o meno le sue idee tenevano sempre banco in città. La politica era nel suo Dna, tanto da occuparsene sempre fino alle ultime elezioni amministrative, nel suo intimo nutriva l’idea di calcare le orme del padre come sindaco. Innamorato folle della sua Riccione, Cenni di buon mattino amava passeggiare in spiaggia. Scattava foto e registrava video che in diretta pubblicava sui social e inviava a 150 amiche.

Atilio Cenni con le figlie Maria, Elisa, Margherita, Valentina e Giulia.

Poi l’attività nel campo dell’associazionismo sempre per la sua amata città, per la quale aveva intrapreso anche un’iniziativa editoriale: la pubblicazione del prestigioso magazine “Riccione”. Nel 2019 con vari imprenditori aveva fatto parte del cartello pro Bonaccini . Tra i progetti in cantiere c’era l’Italia Polo Challenge 2023, che con 84 cavalli e 24 fantini professionisti in arrivo anche da Dubai, Francia, Svizzera e Austria, voleva realizzare in maggio al Marano.

Sua era stata anche l’idea di posare delle panchine panoramiche sulle dune per ammirare il mare d’inverno. Grande l’interesse anche per il porto che avrebbe voluto vedere già rinnovato. Cenni era persona generosa. Lo dimostra il suo ultimo atto d’amore: per volontà personale le sue cornee sono state espiantate per essere donate.

Rimarcano la sua generosità, le figlie, Elisa Valentina, Margherita e Giulia, avute con la prima moglie, Maria Grazia Tosi, anche lei figlia di un sindaco, Dante Tosi, nonché Maria, avuta con Patrizia Saitta, sua seconda moglie, tutte strette attorno a lui assieme ai generi Stefano Bollani e Simone Bruscia.

Per noi sorelle – commentano i suoi cinque “gioielli” – Attilio è stato un papà speciale che tanto si è prodigato per noi”. L’hanno rimarcato anche nel giorno dell’addio, alla presenza di numerosi amici, conoscenti, colleghi e dipendenti, che nella sala del consiglio comunale di Riccione, trasformata in camera ardente, hanno portato tante testimonianze, tra lo scorrere veloce di immagini che hanno raccontato lo spirito e la vita di Attilio.

di Nives Concolino

Laboratorio San Lorenzo, progetto di rigenerazione urbana

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La sicurezza a San Lorenzo passa attraverso la videosorveglianza e l’animazione delle aree urbane.

Rilancio e sicurezza delle aree urbane a Riccione passano attraverso un particolare progetto interdisciplinare che intreccia l’attività di più settori, dai Lavori pubblici alla Polizia locale, fino alla Cultura.

Ruota a 360 gradi quello partito in agosto: “Laboratorio San Lorenzo: quartiere clandestino, urbano, contemporaneo”, che punta sulla rigenerazione e sicurezza con la rianimazione dei luoghi pubblici, con la dotazione di videosorveglianza e attrezzature e spettacoli capaci di coinvolgere i residenti e soprattutto i ragazzi che spesso, per dare sfogo alla loro noia, sono protagonisti di incresciosi atteggiamenti e gesti.

L’area “Fitness Park”
Inaugurata lo scorso settembre in occasione della Settimana Europea della Mobilità sostenibile, nel parco in viale Bergamo accanto al centro di quartiere di San Lorenzo, serve a praticare sport all’aria aperta, compreso il parkour.

Non è casuale la posizione, la struttura infatti intende essere a servizio soprattutto di chi frequenta i plessi dell’adiacente polo scolastico e delle numerose associazioni sportive che gravitano nella zona, dove si trovano anche gli impianti della Polisportiva San Lorenzo, la grande palestra comunale e, al di là della strada, la palestra privata Gold. Nell’area fitness, realizzata con materiale di alta qualità, riciclabile al cento per cento, si possono fare vari esercizi ginnici, a corpo libero, trazioni e altro.

Avviato dal già assessore Simone Imola, l’impianto è stato inaugurato alla presenza di Fabio Galli, presidente della Geat, che ha realizzato l’opera, e di Vincenzo Giuliani, vicecomandante della Polizia locale, capofila dell’intero progetto. A fine cerimonia, flash mob che ha visto volteggiare i tangueri di Romagna Portegna, iniziativa di Città Teatro.

Altri eventi della compagnia teatrale
Nell’ambito del Laboratorio clandestino, Città Teatro ha curato altre due iniziative, il “Concerto incendiario” con rapper e altri artisti legati all’hip hop e il “Cenacolo dei saggi” che, in collaborazione col centro di Buon vicinato di viale Caravaggio, Radio Sabbia e Icaro Tv, ha fatto emergere singolari storie, raccontate dagli over ottanta/novanta.

Tra le tante quella di Duilio Pasini, 97 anni che per passatempo va ancora in aeroplano, quella di Duilio Leardini che a 95 anni ogni giorno percorre 35 chilometri in bicicletta, nonché quelle di Giancarlo, memoria storica delle lunghe vicende della chiesa di San Lorenzo, Giovanna che per oltre trent’anni ha realizzato le acconciature per le sanlorenzine e Maria storica cuoca della scuola dell’infanzia Belvedere.

La serata di ricordi e racconti di vita con la lettura di poesie dialettali e zirudele del poeta Mauro Vannucci, è stata guidata da Giorgia Penzo e Francesca Airaudo di Città Teatro. In previsione La Ronda di quartiere con la “Passeggiata scenica urbana” e “La Giornata dello Spaccio col mercatino libero di scambio e riuso” nel giardino tra i viali Cernobbio e Brunate.

San Lorenzo

In primo piano la sicurezza
L’ampio progetto interdisciplinare, a San Lorenzo prevede anche l’installazione di quattro/sei telecamere, e di un dispositivo, che legge le targhe dei veicoli. Tutta questa parte relativa alla videosorveglianza e al controllo dei transiti è in capo alla Polizia municipale, mentre il Comune sta provvedendo a potenziare il cervellone, Centro Stella, per gestire tutti gli “occhi del grande fratello” che sono ormai oltre cento.

Sempre nell’ottica della sicurezza è previsto il potenziamento della pubblica illuminazione in punti critici, a partire dall’imbocco della pista ciclopedonale e relativo sottopasso in viale Giulio Cesare. Come sottolinea Giuliani, “si fa prevenzione a monte, anche con attività non esclusive di Polizia locale, coinvolgendo i residenti e gli stessi giovani”.

Il progetto, frutto dell’accordo di programma tra Comune di Riccione e Regione Emilia-Romagna, richiede un investimento complessivo di 130mila euro, dei quali 104 mila finanziati dalla Regione.

di Nives Concolino

Rudy Bacchini e Famija Arciunesa in goal: donati 1500 euro a Cuore 21

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Consegna ufficiale dell'assegno da 1500 euro: Rudy Bacchini e Francesco Cesarini insieme ai ragazzi di Cuore 21

 

ATTRAVERSO LA VENDITA DEL LIBRO “CALCIO IMMENSA PASSIONE” DONATI 1500 EURO A CUORE 21

Rudy Bacchini e Famija Arciunesa donano 1500 euro a Cuore 21 per dare gambe alle molteplici attività della preziosa realtà riccionese. Una donazione resa possibile grazie a “Calcio immensa passione” il libro scritto da Rudy Bacchini, edito da Famija Arciunesa e con il patrocinio del Comune di Riccione, capace di trovare grande riscontro in città.

Una sorta di autobiografia calcistica che ha sullo sfondo sempre Riccione, dai cortili alle strade, ai primi campetti, gli oratori fino ai campi sportivi. Gli inizi con la società parrocchiale Riccione Mare poi la Robur, l’Asar, la Riccione Calcio, la Vis Riccione, la Polisportiva Fontanelle e poi la Riccione Calcio 1926. 

“Ringrazio Famija Arciunesa per avermi accompagnato in questo progetto e anche i tanti che hanno acquistato ed apprezzato il libro” ha dichiarato soddisfatto e felice l’autore del libro Rudy Bacchini “Come avevamo promesso il ricavato della vendita è andato in beneficenza a Cuore 21 ed incontrare i ragazzi per la consegna dell’assegno è stato molto bello, i loro sorrisi mi hanno reso felice e li ringrazio di cuore. Per questo ho anche deciso di donare ad ognuno di loro una copia del libro”.

“Rudy meritava assolutamente di raccontare la sua storia” ha commentato Francesco Cesarini Presidente di Famija Arciunesa “La sua grande passione ha dato l’opportunità a tantissimi riccionesi di poter vivere un’esperienza calcistica importante nella propria crescita personale. Vedere Rudy con i ragazzi di Cuore 21 è stato veramente emozionante, un pò come quando ci allenava”.

“Abbiamo fatto squadra, proprio come ci ha insegnato Rudy: ci eravamo dati un obiettivo e tutti insieme siamo riusciti a raggiungerlo in dieci mesi, vendendo un libro alla volta per poi raccogliere una cifra significativa. E’ stato molto impegnativo per Famija Arciunesa ma anche una grande soddisfazione da condividere con i ragazzi di Cuore 21 e Rudy. Grazie a tutti coloro che hanno acquistato il libro, ancora in vendita nei nostri punti tesseramento (10 euro). 

Riccione terra di suoni e di motori in Piazzale Ceccarini

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Piazzale Ceccarini in occasione dell'evento Riccione terra di suoni e di motori.

Riccione attraverso la storia della Mototemporada  romagnola e dell’automobilismo da corsa.

Riccione in occasione della settimana della Moto GP ha dedicato una serata  alla nostra terra, ai suoi suoni ed all’ amore per i motori “ per i mutor” come si dice dalle nostre parti; un termine dialettale che ben trasmette la passionalità della nostra gente.
In “Terra di Suoni e Motori”, evento che ha avuto luogo in Piazzale Ceccarini il 9 settembre si sono incontrati  due “popoli” differenti: quello del motociclismo e quello dell’ automobilismo. Comune l’amore per il rombo del motore e per la velocità, entrambi esteti della performance su strada e circuito.
Davide Bagnarsi, ricercatore universitario, nonché esperto conoscitore del settore motociclistico, ha ripercorso insieme ai suoi ospiti il motociclista Massimo Rivola ed il produttore di mini moto Maurizio Pasini, la storia di una vecchia e conclamata passione: quella della nostra terra per le gare In moto, passando dagli anni 20 con le gare motociclistiche con i primi rudimentali veicoli all’Ingar, alla Mototemporada, terminata tragicamente con l’incidente di Angelo Bergamotti nell’aprile del 1971.
Carla Aghito, giornalista e scrittrice ci ha introdotti al mondo dell’ automobilismo con  l’ intervista a Gabriele Fabbri, autore del libro “La quinta piena”. Ospite della serata Tazio Taraschi che da Teremo ha pregiato il pubblico  della propria presenza e di quella di un’auto prototipo, una favolosa  monoposto Taraschi realizzata dal padre nei primi decenni del ventesimo secolo.

Alessandra Prioli Vice Presidente Famija Arciunesa

Famija Arciunesa con la sua Vice Presidente Alessandra Prioli ha avuto il piacere di partecipare alla serata occupandosi dell’organizzazione e della realizzazione del testo inedito con cui questo evento realizzato alla velocità di mezzo da circuito,  ha avuto inizio.

Felici di essere stati presenti insieme ad Adriatic Veteran Cars, l’Associazione per la Difesa del Mare, il Moto Club Celeste Berardi di Riccione e naturalmente il Comune di Riccione.
Alessandra Prioli
Foto Daniele Casalboni