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1986 i Campionati Mondiali di Bmx a Riccione

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Mondiali Bmx a Riccione, corre l’anno 1986

Non c’è dubbio per i mondiali di BMX a Riccione tirava un’ aria californiana: paracadutisti che piovevano dal cielo, sbandieratori, fanfare, discorsi delle autorità (quelli ci sono ovunque…) ma soprattutto perché, vicino alla pista in zona stadio dove oggi c’è un grande parcheggio, sbocciarono per l’occasione chioschi di hamburger, anziché piadina.

Uno scenario unico con la carica dei 600 ragazzini della Bmx, le minibiciclette da cross diventate famose dopo il film di E.T. Eravamo nel pieno degli anni ottanta, per la precisione 18-20 luglio 1986.

Protagonisti piccoli superman delle ruote artigliate, con le spalle imbottite come giocatori di football americano, nei loro caschetti, nelle loro tute dai colori accesi. Allora la BMX (abbreviazione di Bicycle Motocross) era il sogno di tanti ragazzini, disciplina ciclistica nata negli Stati Uniti nel 1968 e rapidamente diffusasi nel resto del mondo nel corso del decennio successivo, soprattutto grazie al film di Spielberg con l’iconica scena dei piccoli eroi che volano sulle due ruote.

I cancelli di partenza della pista, sullo sfondo il campanile della Chiesa San Lorenzo.

Si arrivava in Romagna dopo l’edizione dell’anno precedente di Jesolo con circa 600 i partecipanti, tutti tra i 12 e i 20 anni, provenienti da 12 nazioni che per tre giorni gareggiarono a Riccione nelle 14 categorie previste. La pista, si trovava dove oggi c’è il nuovo parcheggio della zona stadio, venne definita dai partecipanti magnifica: 260 metri di saliscendi in terra battuta rossa, con una partenza con cancello e pendio asfaltato per venti metri con le otto corsie delimitate per i partecipanti di ogni manche.

Manifestazione veramente di respiro mondiale: Brasile presente con cinque ragazzi, otto dallo Zimbabwe e un colombiano. Oltre a loro tanti dall’Europa: Svizzera, Belgio, Austria, Germania,Spagna, Olanda, San Marino, Francia, molti arrivati a Riccione in camper sognando le gesta del film E.T. 200 gli italiani al via con quelle bici (150 mila lire allora il costo medio) e tanti genitori al seguito. Molti di loro saranno tornati con figli al seguito, forse oggi con con una e-bike.

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