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martedì, Maggio 4, 2021

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La nascita Tennis Club Riccione nel 1962

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Il Maestro Piero Serafini racconta la nascita nel 1962 del Tennis Club Riccione e la formazione del primo Direttivo con a capo Adriano Pietanesi . Ecco come un terreno agricolo si è trasformato in grande opportunità di sport per tanti riccionesi.

PIERO SERAFINI RACCONTA
Essendo avviato sul “Sunset boulevard” (viale del tramonto) il maggior tempo libero mi permette di riscrivere quanto ho vissuto, dalla posa della prima pietra, Marzo 1962, ad oggi, passando attraverso numerosissimi e non di rado, straordinari eventi compresi i successi agonistici.

Più volte sono stato sollecitato a “farne” un libro, ma ho preferito ricorrere alle puntate sulla notissima Famija Arciunesa della quale ho l’onore di essere, da lungo tempo, collaboratore. Dopo questa lunga premessa ha inizio la storia che riguarderà i fatti più salienti della nostra storia, anche se sarà inevitabile che qualche lettore troverà cronache raccontate nei dodici anni precedenti.

IL CASTELLO DEL CONTE MATTIOLI

Castello Conte Mattioli.

Nella prima metà del ‘900, esisteva a Riccione un magnifico castello ubicato dove oggi si trova via Gran Sasso, al centro di una vasta tenuta che occupava un’area, delimitata dalle attuali via Romagna, statale Adriatica, via Genova e, lato mare, la ferrovia. Il Conte Giovanni Mattioli era il proprietario di questa grande estensione di terra che era stata divisa in 10 “poderi “gestiti a mezzadria da altrettante famiglie di agricoltori.

LEGENDA FOTO dei numeri riferenti al passato ed al presente del nostro Circolo. n.1 campo centrale – altri campi. 2-3-4-5-6, beach tennis n. 7-8 casa colonica 9 e stalla, 10 pagliaio e pozzo, 11 ponte 12-13 Club House, 14 cancello d’ingresso, 15 cancello lato monte, in disuso, 16-17 muro d’allenamento e palestra.

LA FATTORIA DEI MATTIOLI
Chi, prima del 1962, proveniente dalla statale percorrendo quella stradina che sarebbe diventata l’attuale via Romagna, avrebbe potuto ammirare, sulla sinistra, una fattoria modello circondata di vitigni, distesa di grano, frutteti ed animali di ogni tipo e quant’altro. Il cancello d’ingresso situato sul lato monte è tutt’ora esistente, anche se orfano di uno dei 2 pini che lo ornavano.

LIQUIDAZIONE DEI COLONI
La famiglia di Lazzaro Righetti gestiva in modo esemplare una notevole estensione di terra. Finchè il conte Mattioli, proprietario di questo e altri terreni attorno, non decise di vendere tutto al richiedente Comune di Riccione, rappresentato dall’economo Rag. Gualtiero Masi. Nel contratto di compravendita vennero esclusi due lotti di terreno per ogni famiglia di coloni, gestori di quelle terre, a loro ceduti dal conte quale “liquidazione” per il fedele servizio reso.

1962 INIZIANO I LAVORI DEL TENNIS CLUB RICCIONE
Fu cosi che, nella primavera del 1962 entrarono in azione le ruspe e in pochi mesi sorsero, 6 campi da tennis ed una elegante palazzina, sacrificando tutto ciò che c’era di bucolico. Nacque così questo importante complesso tennistico voluto dal Comune di Riccione e dalla Federtennis con l’intervento del C.O.N.I., dopo aver vinto la concorrenza di Rimini, Viareggio ed altri noti centri turistici. La F.I.T. avrebbe gestito il centro federale estivo, ma rimaneva il problema di chi fosse in grado di prenderne le redini per il resto dell’anno.

ADRIANO PIETANESI INGAGGIA IL MAESTRO PIERO SERAFINI
Fu così che quell’estate un gruppo di appassionati , guidato da Adriano Pietanesi, si mise in movimento: accordi con l’amministrazione comunale, contatti con il C.O.N.I. , F.I.T. ecc…. Questi pionieri del tennis riccionese, nel settembre dello stesso anno, formarono il primo Consiglio Direttivo così composto: presidente A. Pietanesi, vice-presidente G.Busuoli, segretario-tesoriere A. Conti, consiglieri: E. Barilari, A. Corazza, M. Botticelli, P. Barilari, S. Gramellini, E. Bombardieri, seguiti in breve tempo da M. e J. Amati.

Riccione 1963 – Il Sindaco Biagio Cenni consegna uno dei primi attestati di fine corso. Con il microfono il Maestro Piero Serafini

Fu interpellato il sottoscritto, impegnato a Parma e Piacenza, per organizzare una scuola di avviamento ed addestramento, la sesta della mia carriera. Con grande entusiasmo accettai, felice di tornare a casa, dopo 10 anni di peregrinaggio.

Col massimo impegno ci mettemmo all’opera per reclutare i giovani e non, che in poco tempo accorsero numerosissimi. I dirigenti del circolo fornirono attrezzature, vestiario e campi con totale gratuità. Così nacque la scuola tennis, che diventerà la più frequentata, rapportata alla popolazione.

Piero Serafini

 

 

 

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