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venerdì, Aprile 30, 2021

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1921 Biagio Nazzaro, la prima squadra di calcio di Riccione

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La Biagio Nazzaro Riccione è stata la prima squadra di calcio di Riccione. Nata grazie al Cav. Luigi Angelini sulla spinta dell’autonomia da Rimini interruppe l’attività per una squalifica.

Dovrebbe risalire al 1921 la data di nascita della “U S. R. “ (Unione Sportiva Riccionese) del patron  Cav. Luigi Angelini il quale insieme ai suoi collaboratori ha dato vita, sulla spinta dell’autonomia in arrivo, alla prima realtà calcistica riccionese. Agli inizi si parla di dilettantismo con i calciatori costretti a a pagarsi scarpe e divise e trasferta a proprie spese. Alcuni di loro, poveracci, attaccati tutto il giorno alla bacchetta del mincio o al manico del verricello, le domeniche in cui si giocava in casa, andavano in mare, al mattino presto, già vestiti da calciatori con sopra un vecchio pastrano e, tornando a riva pochi minuti prima dell’inizio del gioco, raggiungevano di corsa lo “Stadio” dove i tifosi attende- vano l’ingresso in campo dei loro beniamini. Per molti anni gli alfieri della “Biagio Nazzaro”disputarono, onorevolmente, e con grande soddisfazione degli sportivi, il Campionato di IIIa Divisione, che equivaleva all’attuale serie C (quasi).

LO STADIUM ALL’ ABISSINIA

Per tanti anni sul campo da calcio dello Stadium si svolsero incontri di calcio di alto livello.

Si giocava a quello che i riccionesi chiamavano l’Hangar (per intenderci il campo sportivo “stadium” di proprietà dei Ceschina dove oggi ha sede l’ASAR) che ai tempi della guerra fu un piccolo aeroporto militare allestito per apparecchi da ricognizione. La Società Stadium per la gestione dell’impianto era nata il 28 aprile 1921 e si prefiggeva di ospitare corse di cavalli, partite di calcio, gare ciclistiche e tiro a volo. Nel 1931 il Commendatore Ceschina rientrò nel pieno possesso dell’impianto. Solo nel dopoguerra nel campionato 1945-1946 di serie C – Lega Nazionale Alta Italia, vinto dal Carpi, il Riccione iniziò a giocare nel campo di Via Lazio.

1921 LA PRIMA SQUADRA DELLA BIAGIO NAZZARO RICCIONE
Una curiosità. Biagio Nazzaro era un pilota di motociclismo molto apprezzato che perse la vita il 15 luglio del 1922 in un incidente durante il Gran Premio di Francia sul circuito di Duppigheim a Strasburgo. Di qui la decisione di intitolargli il sodalizio riccionese. Ancora oggi a Chiaravalle (AN) la squadra locale è chiamata Biagio Nazzaro.

1921 – Biagio Nazzaro Riccione. Da sinistra Fabbri R. – Renzi P. – Fabbri M. – Angelini E. – Rastelli G. – Zanzani E. – Renzi U. – Cesarini B. – Fabbri C. – XX – Urbinati C. – Fabbri P. – Luigi Angelini dirigente instancabile insieme a Leo Mancini, il dott. Pier Giacomo Graziosi e Antonio Pin (portiere e allenatore).

La squadra riccionese della “Sport Club Biagio Nazzaro“, cresciuta con l’autonomia comunale, in luce per aver diffuso lo sport a Riccione avviando molti giovani a diverse discipline e particolarmente al popolare gioco del calcio cadde in una crisi irreversibile a causa di un episodio di campo. La causa del tracollo fu dovuta alla pesante multa da pagare e alla squalifica della squadra per l’intera stagione nonché alla interdizione di “Gigin“Angelini a ricoprire cariche sociali per 10 anni.

1930 IL FATTACCIO DI ARGENTA E LA RINUNCIA AL CAMPIONATO
Tutto questo perché in occasione della partita di campionato con l’Argentana, un rigore concesso, non meritato, a giudizio dei più, diede l’avvio a deprecabili atti di violenza tra i giocatori, sfociato nell’invasione di campo da parte dei tifosi locali. Finì in un “vallo di botte”. L’arbitro, principale accusato, dopo aver preso una forte porzione d’improperi e di percosse, riuscì a svincolarsi scappando verso lo spogliatoio; rincorso fuori del campo dovette subire rincarata violenza. La spada della giustizia sportiva cadde pesantemente e mise a terra il sodalizio riccionese.

La società diede forfait, si arrese. In soccorso venne il Dopolavoro Sportivo del Fascio che si accollò l’attivo e il passivo e diede una nuova veste alla società sborsando 5.000 Lire. Cambiava il nome, ma per gli sportivi riccionesi, negli anni a venire, rimarrà nel cuore il nome e lo spirito indomito della “Biagio Nazzaro”.

 

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