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lunedì, Maggio 10, 2021

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Blennius a difesa del nostro mare e dei suoi gioielli

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Dopo il lockdown le acque dell’Adriatico sempre più trasparenti e cristalline. A largo di Riccione nei suoi fondali Renato Santi fotografa un favoloso esemplare di Nudibranco di 30 centimetri e racconta il progetto Blennius.

BLENNIUS, GLI INIZI

Renato Santi pronto ad immergersi.

Erano gli inizi degli anni ottanta quando con alcuni amici fondammo il club “Sub Mare Riccione”: volevamo diffondere l’attività subacquea e far conoscere la vita sottomarina. Uno dei nostri primi progetti comportava mettere in mare relitti di automobili per sopperire alla mancanza di scogli e creare un habitat favorevole all’insediamento di animali bentonici e pesci, che disertavano il fondale riccionese sabbioso.

Il nostro piano è stato inizialmente intralciato dalla burocrazia, ma questo intoppo si è rivelato provvidenziale quando poi ci siamo resi conto di quanto siano inquinanti le emissioni che sarebbero state rilasciate direttamente in mare dalle auto. L’esecuzione era andata storta, ma la nostra idea era giusta: anni dopo, avremmo visto costruire una barriera di sacchi di sabbia a 220 metri dalla riva per combattere l’erosione della spiaggia e lo spopolamento del fondale, alla quale sarebbero state aggiunte delle campane traforate in cemento armato, le Reefball.

 

LA SVOLTA

Nel 2017 Edilimpianti progetta un nuovo sistema di protezione e ripopolamento, Wmesh: una barriera di lastre di cemento ecocompatibile che mitiga la potenza delle onde e permette alle acque di circolare.
Visti i risultati incoraggianti, poco prima del lockdown vengono aggiunti cento metri al primo tratto.

E’ un progetto sperimentale voluto e spinto da tutte le associazioni riccionesi legate al mare come Blennius, Lega navale, Fondazione Cetacea e Sub Riccione, reso possibile grazie al sostegno della Regione, all’impegno e al supporto del Comune di Riccione e alla generosità di Edilimpianti che ha fornito i manufatti.

I controlli delle barriere vengono effettuati dai volontari di Blennius, che si immergono periodicamente per monitoraggi, relazioni e rilievi fotografici e cinematografici, di cui mi occupo personalmente.

IL RISULTATO

Come ho notato nel corso delle immersioni di monitoraggio svolte mensilmente con Blennius, le barriere sono state colonizzate da animali sessili che hanno poi attirato molluschi e pesci. Il 13 giugno, giorno in cui, dopo il lockdown, ho fatto la prima immersione estiva, accompagnato da Gastone Serafini, amico della Sub Riccione. Ed ecco la sorpresa: con l’aiuto della straordinaria trasparenza dell’acqua, nel risalire sul moscone Gastone mi dice di aver avvistato una grossa seppia sul fondale.

Mi immergo di nuovo e vedo con stupore un grosso nudibranco (in foto) di almeno 30 centimetri, che non appena mi avvicino si solleva dal fondale e si esibisce in una danza a mezz’acqua mentre lo filmo e scatto foto. Mostro le immagini agli esperti di Blennius e Alberto Petronio lo indica come Tethys Fimbria, un animale molto raro mai avvistato nelle acque riccionesi. Nel periodo del lockdown, per l’insolita calma, gli abitanti del mare si sono spinti anche in territori inusuali: ora ogni nuova immersione riserva grandi emozioni, e il nostro mare non ha nulla da invidiare a quello dei tropici.

IL RUOLO EDUCATIVO

Un altro obiettivo di Blennius è quello di incontrare i ragazzi e sensibilizzarli al rispetto di ogni creatura vivente: troppo spesso, passeggiando lungo la spiaggia, si vedono bambini armati di retino che catturano pesci e granchi che poi muoiono. A volte i genitori li incitano a catturare le meduse che, finito di giocare, vengono buttate in spiaggia una volta e quindi condannate a morte. Un comportamento spesso non dovuto alla cattiveria, ma all’ignoranza: mostrando le meraviglie del nostro mare, noi speriamo che le persone si rendano conto della straordinarietà dei nostri “vicini di casa” e li trattino con il rispetto che meritano.

Renato Santi

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