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sabato, Gennaio 16, 2021

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Cinema Teatro Turismo: spettacoli, storie e ricordi

Cinema Teatro Turismo, un contenitore indimenticabile per i riccionesi: cinema, spettacoli e tanta voglia di divertirsi.

Il Cinema Teatro Turismo pare abbia rappresentato per Riccione un contenitore d’arte e d’intrattenimento molto amato. Nel mezzo secolo della sua vita tanta ne ha regalata ai riccionesi, e non solo, che ancora ricordano con simpatia e nostalgia. Le commedie, i concerti, l’opera, le trasmissioni televisive… e naturalmente il cinema.

Roberto Benigni, Dario Fo, Ornella Vanoni, Morandi, Vecchioni, I Nomadi, Paco de Lucia sono solo alcuni dei nomi prestigiosi che hanno calcato quel palco; i saggi di danza, i festival protratti negl’anni come il “Calimero d’oro” o quello de “le Voci Nuove”, sino alle magiche performance di artisti internazionali che dal ’65 al ‘75 si esibirono in occasione del Festival del Jazz o anche quelle più ‘nostrane’ che, organizzate dal bravissimo Mario Seguiti dopo il Festival di Sanremo ed in occasione del Carnevale, mettevano in scena spiritose parodie dei brani migliori che facevano cantare, ballare e recitare tanti bambini delle scuole e parrocchie.

Naturalmente anche le proiezioni cinematografiche incarnavano uno dei cuori del Turismo, soprattutto quando la domenica pomeriggio convogliavano una marea di giovanissimi e famiglie con bambini per le pellicole più divertenti, diventando insostituibile punto d’incontro ulteriormente godibile grazie a brustolini e leccornie varie che venivano vendute nello spiazzo antistante su un piccolo e fornitissimo carrettino. Mitica la figura di Calogero Filippazzo, “Lilli” per gli amici.

La signora Lillana, memoria dolce di almeno un paio di generazioni di riccionesi al Cinema Turismo.

“Lill”i Filippazzo

 

CINEMA TEATRO TURISMO – PILLOLE DI STORIA 

Costruito nel 1952 per volontà dei tre soci Antonio Del Bianco, Serafino Mancini e Alfredo Ricci, fece il suo esordio con il film “Il grande Caruso” distribuito dalla Metro Goldwyn Mayer

Agli inizi per le anteprime nella sala si contavano fino a 2500 persone; poi la gestione, a fine anni cinquanta, passò di mano ad imprenditori bolognesi.

Il 28 dicembre 1983 l’acquisizione da parte del Comune per firma del Sindaco Pierani. Poi tanti spettacoli, iniziative, manifestazioni, saggi e naturalmente cinema.

Il 30 luglio 2001, con la sua demolizione, termina la lunga storia del Cinema Teatro Turismo, un luogo per tanti carico di significati.

Cinema Teatro Turismo con le tre maschere in primo piano.

QUALCHE RICORDO DEI RICCIONESI

Claudio Ugolini – Abitando a due passi avrei una miriade di storie da raccontare, ma la più curiosa è quando, in occasione di una puntata de “Il processo del lunedì” in diretta da Riccione, io e miei colleghi dipingemmo la scenografia durante la serata, dall’altra parte dello schermo, mentre proiettavano “Fuga per la Vittoria” con Pelé e Stallone. Dovevamo fare pianissimo per non disturbare il pubblico; finimmo alle 5 e mezza del mattino, e alle 8 arrivava la Rai (quando si dice ‘lavorare dietro le quinte’…) Comunque, per inciso, l’agenzia che ci contattò non ci diede una lira che fosse una!

Marzio Pecci – Erano gli anni sessanta, e per noi ragazzini il Turismo era il divertimento della domenica pomeriggio, il luogo protetto dei primi baci con le ‘morosine’ e delle prime trasgressioni. Si cercavano i posti più riservati, quelli più in alto e in fondo. Scorrevano le immagini del film sullo schermo ed il fascio di luce che usciva dagli occhi della cabina di regia era rotto dal fumo della sigaretta, mentre si consumavano i battiti ed i primi profumi d’amore. Solo l’accensione della luce in sala ci riportava alla normalità per ascoltare, dall’auricolare del transistor, la voce di Niccolò Carosio che ci aggiornava sui risultati delle partite… mentre Pino, con la cassetta sul petto, percorreva le corsie per vendere bibite, arachidi e caramelle.

Il Cinema Teatro Turismo

Emanuele Montanari – Era un cinema-teatro con un’acustica importante, e molti cantanti lo sceglievano per le prove. Per tanti anni il cantautore Angelo Branduardi, persona squisita che veniva a prendere il caffè al Blue Bar, per giorni provava lì i suoi concerti. Mi piace anche ricordare l’amico Lilli, la maschera: quando lo incontro gli racconto spesso di quando, a volte, mi faceva restare a guardare un film tra le pesanti tende di velluto blu scuro all’ingresso della sala, perchè i soldi per il biglietto non sempre c’erano.

Federico Casadei – Mi è impossibile dimenticare le corse, da adolescente carico di ormoni, per entrare alle registrazioni di “Piacere Rai uno” con Simona Tagli, Gigi Sabani e Toto Cutugno: con gli amici miravamo ad accaparrarci i posti in alto sopra l’ingresso, perché davanti c’era un piccolo spazio per l’esibizione delle ballerine, “Le Gige e le Tate”. Nell’estate del 2000 gestivo il bar al suo interno e ho potuto conoscere due personaggi storici: Piero, la maschera e Maurino, l’operatore. Proprio allora ci fu un tentativo di trasformazione della sala in un avveniristico Cinema 3D. Maurino, per errore, proiettò per i primi 15 minuti il film dei Pokémon un po’ troppo basso… praticamente metà era sullo schermo e metà sugli spettatori delle prime file; i bambini impazzirono nel trovarsi i loro personaggi preferiti in sala.

Fabrizio Angelini – Ero presente quando le forze dell’ordine dovettero intervenire a regolamentare la ressa che si era creata pericolosamente nella sala d’ingresso. Era verso la fine del 1981 e quel pomeriggio quando proiettarono la prima de “Il tempo delle mele” tanta era la calca che si ruppero le vetrate.

Fabio Pecci – A quattro anni ero su quel palco cantando nel “Calimero d’Oro” con Mago Zurlì ed Enrichetto. Con la mia leggendaria fortuna arrivai secondo l’anno in cui premiarono solo il primo. Poi sono tornato con mio padre a vedere “Airport 1975” e chiaramente trattandosi di un disastro aereo si ruppe anche la pellicola e dovemmo tornare il giorno dopo…. La prima volta che ci ho suonato ero emozionato, ma mi è passata subito perché dovevo combattere con il pavimento che era di un materiale strano e liscio dove il puntale del mio violoncello non faceva presa e lo faceva scivolar via. Ricordo anche tantissimi film da adolescente, visti e rivisti perchè all’epoca l’ingresso nella sala cinematografica valeva per tutte le proiezioni che desideravi.

Enzo Righetti – Forse molti non ricordano Il Gran Premio Riccione per i complessi di musica leggera. La prima edizione nel 1967 si sviluppò in tre serate, 16-17-18 marzo. Venti quelli ammessi fra i quali la commissione giudicante scelse i dieci finalisti e poi i vincitori; parteciparono come ospiti d’onore: la prima serata Carmen Villani, la seconda Giorgio Gaber e per quella di chiusura… Mina. Il premio andò ad un complesso di Pesaro, “I Laramie”. Il secondo anno però pose fine a quel prestigioso appuntamento perché l’Azienda di Soggiorno negò un suo cospicuo contributo, e l’edizione risultò ridotta, obbligandoci, Piero Masini, Gilberto Casali ed io, a lasciar perdere.

Gianmarco Di Meo Festa di Natale 1997, scuola media Manfroni: abbiamo fatto una recita riguardante Riccione negli anni 50-60- 70-80-90: io ero Rocky Roberts… con la pelle del viso e mani truccate di marrone. Le signorine della mia classe si erano divertite un mondo a dipingermi; comunque interpretazione in playback fenomenale. Avevamo fatto il tutto esaurito, e trasformato il Turismo in un vero tempio del Rock.

Stella Balacca – La nostra scuola, allora Accademia di Danza, era stata aperta nel 1983 e il primo saggio è stato proprio al Turismo, l’anno successivo. Le prime forti emozioni io e Stefania le abbiamo provate su quel palcoscenico e molte famiglie riccionesi sempre lì hanno sognato con noi, per tanti anni… quando ci accoglieva con la sua dolcezza il mitico Maurino, presente e disponibile, e da noi soprannominato il “Principe Azzurro”. Quando hanno demolito l’edificio per noi è stato tremendo, e dopo per proporre i nostri spettacoli ci siamo dovuti rivolgere in altri Comuni. La nostra scuola che da 22 anni organizza un Concorso di Danza Nazionale con più di 1000 ballerini deve presentarlo al Regina di Cattolica!

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