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giovedì, Giugno 24, 2021

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Corsi d’acqua a Riccione: Rio Melo, Rio Pedroso, Rio Marano…

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I corsi d’acqua a Riccione sono pochi e piccoli. Alcuni però scandiscono in qualche modo la crescita del territorio. Il Rio Melo e Rio Marano sono quelli conosciuti da quasi tutti i riccionesi.

Riccione non ha grandi corsi d’acqua. Il più grande è il Rio Marano, a nord della città.  Nello sviluppo storico di Riccione spesso si parla del Rio Melo, al centro della città, dato che i suoi argini ospitano i moli del porto e incontreremo il Rio Pedroso, a sud, perché nelle vicinanze degli Ospizi marini Bresciano e Barellai.

Ancora più a sud ci sono il Rio Costa e il Rio Alberello che come il Rio Marano non hanno agganci in quanto proposto. Un breve cenno meritano le due Fosse: quella delle Casette e la Martinelli. La prima scorreva parallela alla Via Flaminia e per un certo periodo (attorno al 1835) diede il nome di “Piano delle Casette” all’agglomerato che attorniava la chiesa di San Martino. La seconda ebbe una certa importanza in quanto confine tra la lottizzazione del Conte Martinelli e l’Abissinia.

RIO MELO O MARANELLO

Scende dalle colline di Montescudo e Montecolombo e percorre sedici chilometri prima di sfociare in mare. Sulle sue rive si è sviluppato Arcione, quel piccolo borgo i cui abitanti erano dediti a coltivare campi e cercare altre risorse con la pesca costiera e che ora con le qualità di una piccola città si chiama Riccione.

Poche sono le testimonianze delle civiltà passate, ma tutte sono state ritrovate nelle vicinanze del Rio Melo a conferma dell’esistenza di varie comunità. Dagli scavi in zona San Lorenzo sono emerse terrecotte arhitettoniche adoperate per la decorazione di edifici risalenti al II sec. a.C.; sulla riva sud, zona Villaggio Papini, sono stati rinvenuti resti dell’età del Bronzo e più in profondità reperti di 5.000 anni fa.

Infine, sotto la SS 16, proprio sul Rio Melo, unendone le due rive, c’è l’arcata di un ponte di chiara epoca romana (in foto). Il Rio Melo ha un affluente di sinistra, il Rio Pedrolara, e uno di destra, il Rio Raibano. Il nome di “Valle dei Meli”, dato dai contadini malatestiani alla vallata del Maranello, per i bei frutti che vi crescevano, sembra aver originato l’attuale denominazione del Rio; il Marsili nei suoi manoscritti lo cita come “Rio Mello” e in altre piante è chiamato “ Rio del Mele”.

RIO PEDROSO

Col Rio Alberello e il Rio Costa, il Rio Pedroso tagliava le terre a sud di Riccione. Un corso d’acqua minimo, quasi un fosso, di cui non si ha più traccia se non nelle mappe del Consorzio di bonifica. Scendendo dal colle dei Pini (via Tre- baci*), percorrendo appena un chilometro, trovava sbocco in mare in prossimità della Fontana dei Marinai (fine di Via da Verazzano). Probabilmente è stato coperto e le sue acque convogliate nella rete fognaria che raccoglie le acque piovane di scolo delle strade. In una piantina del 1835 era chiamato Rio Perrosa.

VIA TREBACI

E’ quella che sale coi suoi piccoli tornanti la collina di Cavrèt dl’arvura (detta anche collina di Banci – zona Cannerecce). Era chiamata via Trebbaci, probabile alterazione del toponimo Trebbio o Trivio (intersezione di tre strade). Già via Viola dell’Insegna (ora Viale San Martino) divenne per un breve periodo Via Giuseppe Barellai.

Nel 1912 il Comune di Rimini rivoluzionò la toponomastica riccionese. I nomi dati dagli abitanti, come Viola, Abissinia, Siberia ecc., sparirono lasciando posto ad altri di “sapore” politico. E’ di quell’anno il cambiamento di Viale Viola in Viale Maria Ceccarini.

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