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venerdì, Aprile 30, 2021

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HomeStoria1920-1945Giorgetti, il mago del cemento e dei mattoni

Giorgetti, il mago del cemento e dei mattoni

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Giorgetti, il mago del cemento e dei mattoni riproduceva tutto, tranne…

“Una testa come la tua, un la fa gnènca Giorgetti”. Una testa come la tua non la fa neanche Giorgetti. Tra i riccionesi delle generazioni passate era una frase che ricorreva ogni qualvolta si reputava necessario dare del “supercretino” a qualcuno. Perché Guerrino era un così valente modellatore cementista che tutto sapeva riprodurre grazie alle sue eccelse qualità artisti che tranne… l’imbecillità che il tizio aveva appena mostrato.

Guerrino Giorgetti giunse a Riccione in giovane età e fu ben accolto dalla popolazione residente perché dimostrò tante qualità morali. Gran lavoratore, padre benevolo, predisposto per aiutare i più bisognosi, amante della semplicità, col sogno di una società migliore che mai lo abbandonò.

Per un certo periodo frequentò lo studio romano dello scultore Quattrini, che gli fu maestro e lo aiutò ad indirizzare al meglio l’innata ed estrosa creatività. Si costruì casa con pazienza, facendosi i mattoni in cemento e abbellendola a più riprese. Disegnò e realizzò personalmente in ferro il cancello e la cancellata che la ornarono, suscitando l’ammirazione di tutti (e a dire il varo anche qualche invidia). 

Guerrino Giorgietti, nato a Sant’Arcangelo di Romagna si spegne a Riccione.

Giorgetti riscuoteva ammirazione anche per la sua dirittura politica. Abbracciò l’idea socialista con entusiasmo, vivendola criticamente per poi sfociare in quella comunista. Non era tipo da abbassare la testa o subire illusori convincimenti propagandistici, di conseguenza si ritrovò nella lista dei perseguitati politici e non di rado costretto a superare le soglie della galera. Periodi amari che non ne scalfirono l’indomabile integrità e non gli impedirono di lasciare innumerevoli testimonianze del suo talento.

Di lui si diceva “Gran lavoratore, padre benevolo, predisposto per aiutare i più bisognosi, amante della semplicità, col sogno di una società migliore che mai lo abbandonò”

A tal proposito è bene ricordare: oltre la magnifica panchina di Villa Franceschi gli altri numerosissimi ornamenti; il frontone e il cancello dell’Hotel des Bains; colonne e capitelli della chiesa Mater Admirabilis e, in numero incalcolabile, porta- fiori, vasi, cornicioni e cancellate sparsi nelle ville della Marina.

       Dettaglio della panchina di Villa Franceschi

 

Cancello del De Bains, hotel 5 stelle di Riccione

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