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Le stampe romagnole di Walter Ciabochi

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Arte, cultura e territorio a scuola: una tradizione che si reinventa e non smette mai di stupire. Walter Ciabochi racconta l’arte delle stampe romagnole.

Romagna terra contadina e marinara, terreno di incontro e condivisione di tradizioni e valori. In questa terra festaiola e laboriosa, intorno alla metà del settecento, vigeva l’usanza di vestire a festa i buoi, che nelle parate contadine in occasione di celebrazioni religiose e liturgiche, venivano coperti di teli di cotone grezzo “fustagno” su cui comparivano grazie ad un interessante e rudimentale procedimento chimico, immagini di galletti, grappoli d’uva, spighe e boccali rustici.

La stampa romagnola è una tradizione preziosa che si pensa abbia avuto origine in Oriente in tempi lontani e che come la nostra amata piadina, pane tipico della nostra città, nasca dall’incontro e dall’osmosi di costumi e tradizioni alquanto differenti. Questo tipo di artigianato è sempre più raro, ma ancora c’è chi si dedica a realizzare tovaglie, tovaglioli, strofinacci, tende e quant’altro per la casa, utilizzando una tecnica antica ed originale particolarmente indicata per arredare casali e cascine.

L’artigiano Walter Ciabochi
Ne parliamo con un esperto, un artista di quest’arte: Walter Ciabocchi. Cosa rende la realizzazione di queste stampe così speciale? “Sicuramente la stravaganza degli “ingredienti” con cui si realizza il colore: aceto, ferro e ruggine ed inoltre gli stampi, che in alcuni casi sono vere e proprie opere d’arte; quest’ultimi vengono realizzati utilizzando legno di pero o noce, particolarmente adatti a questo scopo per durezza e resistenza nel tempo”.

Ed i disegni? “Elementi tipici della cultura agreste della Romagna, ma anche pesci, stelle marine, conchiglie che appartengono all’ambiente marinaresco e che pro- babilmente sono nati in un secondo tempo. Si procede poi con l’intaglio a mano. Pronti gli stampi vengono bagnati nelle tinte solitamente rossiccia, verde o blu, posizionati sul tessuto e percossi con un mazzuolo”. interessante la realizzazione del colore. “Ferro ed aceto per il tipico ruggine per l’esattezza, ma c’è anche un aspetto quasi magico, alchemico di quest’arte, che la lega alla luna ed ai suoi cicli; alcune colorazioni devono assolutamente tenere conto, per raggiungere le intensità richieste, di certe caratteristiche planetarie e lunari. Il risultato finale è una stampa che compare su ambo i lati del tessuto e che viene fissata con un procedimento antico chiamato “Ranno” a base di acqua bollente e cenere che la rende resistente a tutti i tipi di lavaggio.

Arte e tradizione a scuola
Gli studenti della classe 4F del liceo artistico Federico Fellini, sono impegnati nella frequenza di un ciclo di incontri con esperti di quest’arte e procederanno con la realizzazione dei disegni per l’incisione su matrici di legno dedicate al decoro di tovaglie ed articoli da arredo. La scuola guarda avanti e costruisce il futuro sulle solide basi del passato. “Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dei nostri professori Caldari, Maggini, Seraghiti, raccontano gli studenti della classe “noi non conoscevamo questa realtà. E’ sicuramente una forma di arte, che affonda le sue radice nel tempo ed esprime pienamente la natura della realtà locale. Merita riconoscimento e protezione.”

Alessandra Prioli

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