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I “Senatori” del Tennis Club: Fabbri, Marzi, Tomei, Migani, Arcangeli, Menni, Buonpadre, Silvagni, Bianchi…

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Piero Serafini nel 2010 tratteggiava in modo ironico e divertente alcuni dei soci del Tennis Club di Riccione. Parole ed amicizie impresse negli anni per descrivere: G.Paolo e Francesco Barbieri, Ennio Marzi, Giorgio Tomei, Tino Fabbri, Athos Migani, Cesare Arcangeli, Pietro Menni, Albero Fabbri, Cesare Fabbri, Orfeo Buonpadre, Renzo Fabbri, Enrico Silvagni, Ottavio Bianchi, Renzo Parmeggiani).

I Protagonisti: Barbieri G.Paolo Chimico nel settore ambientale, bolognese, come altri figli della “Dotta” si è trasferito nella Perla verde, dove dimostra di trovarsi a suo agio. Ancora attivo nel lavoro e nello sport (tennis), ha mantenuto il suo proverbiale dinamismo. Barbieri Francesco. Bancario, proveniente da Roma, è un altro riccionese acquisito. Con la simpatica flemma romanesca, tipica dei capitolini, è persona di spirito, lega con tutti, purchè non si abusi della sua bonomia. Buon tennista, pare abbia rallentato la sua attività sui campi rossi.

Marzi Ennio prof. di Lettere, “Aspro”. A dispetto del patronimico è di carattere pacato, buon ascoltatore e di poche parole. I suoi interventi non sono frequenti ma, a ragion veduta. Ex tennista, causa un’avaria al braccio, gli è rimasto il secondo amore: il ciclismo. Tomei Giorgio Imprenditore turistico montano, “Ziroin” (stecchino). Dalla Romagna è salito in Val di Fassa, conquistandola, nonostante i valligiani l’abbiano osteggiato per anni. Simpatia da vendere , grintoso con il suo tennis personalissimo, eccellente scalatore nonché maestro, in questa disciplina, di Alberto Fabbri.

Fabbri Tino. Imprenditore calzaturiero, “Cantoun”. E’ considerato il patriarca del gruppo essendo l’unico appartenente ai “quinti anta”, portati alla grande con un fisico roccioso. Ha abbandonato da anni lo sport dedicandosi saltuariamente alle carte, dove se la cava bene, ma come spettatore, causa le sue critiche feroci, non è gradito da chi le riceve. Migani Athos, commerciante, “Mighèn,” filosofo sui generis, il suo motto potrebbe essere :”Vivi e lascia vivere”. Raccattapalle di chi scrive, dal 1948 al 1952, è uno dei pochi tra i 58 suoi “colleghi” precedenti e successivi, ad essere promosso capogruppo. Ancora oggi apprezzabile ten- nista, appena può si presenta al circolo con la Ferrari, mentre il suo datore”di lavoro “viaggia su una vecchia Fiat Punto.

Arcangeli Cesare, guida ciclistica sportiva internazionale ,“Barbec”. Fisico asciutto e dinamico ha dovuto arrendersi ad un infortunio sciistico che gli ha stoppato l’attività che più amava, costringendolo a rifugiarsi nel gioco delle carte, dove può essere considerato un “top ten”. Menni Pietro, funzionario scolastico,“Pier”. Anche lui riccionese di adozione, proviene dall’alta Romagna si è ben inserito nel gruppo, specialmente in campo ciclistico partecipando, stagione permettendo, ad impegnativi raid sulle colline preappenniniche. Nel tennis può considerarsi un buon doppista, così come nel gioco delle carte.

Fabbri Alberto, prof. di Scienze Motorie, “Andriin”. Considerato il bello del gruppo, si può definire un”polisportivo” tecnicamente molto dotato.Purtroppo non si può dire altrettanto per quanto riguarda lo spirito agonistico. Alpinismo, sci, nuoto, tennis e ciclismo sono gli sport che l’hanno divertito, ma senza regalargli allori, tanto meno il “tressette” dov’è meno dotato. Fabbri “Beby” Cesare prof. di Lettere “Utevie”. La famiglia più …satura di titoli accademici. Dal capo famiglia alla consorte Giuseppina prof di Scienze Motorie, i figli Livio ing.telecomuncazioni e Giulio ing. chimico. Uomo parsimonioso e ponderato, il “nostro” non lascia nulla al caso. Buon doppista nel nostro sport, eccelle nel gioco delle carte, dove è più spesso spettatore che giocatore.

Buonpadre Orfeo,prof. di Edu- cazione Artistica, “Bompi-Orfi”. Vanta un’attività giovanile sportiva in varie discipline, particolarmente nell’atletica. Persona mite, le sue frequentazioni al circolo si limitano alle letture dei giornali ed a brevi conversazioni. La sua “trentenne” Fiat Regata, che sembra appena uscita dalla catena di montaggio, denota un notevole senso di perfezionismo. Fabbri Renzo, ingegnere elettrotecnico, “Cadnac” . E’ stato impegnato per anni a Teheran (Iran) nella progettazione di numerosi oleodotti. Al ritorno in Italia si è dedicato all’imprenditoria turistica. Tennis e nuoto i suoi sport preferiti che pratica tuttora con frequenza e buon rendimento.

Silvagni “Checco” Enrico Direttore di banca, “Paladèin” E’ stato Presidente del nostro Circolo nel quadriennio 1978\82. Molto apprezzato il suo impegno nel sociale. Il tennis, una delle sue passioni lo vede più volte alla settimana sui “rossi”sfoggiare ancora un’apprezzabile tecnica. Bianchi Ottavio, ristoratore, “Utevie”. Da giovane ha diretto vari locali notturni per passare poi a gestire ristoranti divenuti per suo merito una gustosissima moda. Le sue passioni sportive il podismo ed il tennis, che ha abbandonato per impegni di lavoro e …. qualche kg di troppo.

Parmeggiani Enzo, agente di commercio, “Il Conte”, “Last but not least”(Ultimo, ma non meno importante) per esigenze di fotomontaggio. Personaggio già ospite di questa rubrica, elegante nell’incedere anche se un’”inciampo fisico” lo ha costretto ad usare la “zanetta” (bastone) molto in voga nel secolo scorso.

Riccione Aprile 2010

Piero Serafini

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