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giovedì, Gennaio 20, 2022

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Com’era la vita tra i banchi della scuola di Via Catullo

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La maestra Cecchini tratteggia la storia della scuola appena demolita ed in ricostruzione.

Quella che ora è una ex scuola è stata la prima scuola a tempo pieno del Comune di Riccione, istituita dall’allora direttore Fabbri nell’anno scolastico 1981–82 e di quella scuola ne andava fiero.

Demolita quest’anno, ricordo che sono entrata come insegnante nell’anno scolastico 1982–83 e ho avuto in assegnazione la classe seconda assieme alla collega Vilma Arrigoni; ho vissuto dunque la progressiva trasformazione della scuola di “Marina Centro” da scuola tradizionale con un’unica insegnante a scuola a tempo pieno, avendo scelto il direttore di compiere una trasformazione graduale introducendo una nuova classe a tempo pieno all’anno.

Gli insegnamenti erano divisi in due aree: Area linguistica e Area logico matematica. Una classe era dedicata alla scuola speciale con la presenza di alunni che presentavano handicap gravi e ricordo quei ragazzi che, nei limiti delle possibilità, venivano integrati nelle attività laboratoriali. La scuola era dotata di spazi che permettevano l’attivazione di laboratori a classi aperte che garantivano agli alunni la possibilità di socializzare con gli altri scolari del plesso.

Il direttore ogni sabato, quando l’attività del tempo pieno era sospesa, incontrava le insegnanti per fare il punto sulle attività didattiche e sulle problematiche del tempo pieno. Essendo la scuola dotata di cucina e di un salone al piano terra attrezzato per la mensa, il servizio di mensa era garantito con personale comunale di cucina e la qualità del servizio era apprezzata dai bambini e dai genitori.

Inoltre la scuola aveva un ampio spazio esterno che permetteva ai bambini di muoversi liberamente e di giocare in tutta sicurezza quando il tempo lo permetteva. La scuola a regime aveva solo cinque classi in cui erano presenti alunni provenienti da diversi quartieri di Riccione ma anche da altri comuni, dando risposte positive alle esigenze dei genitori impegnati nel lavoro.

La scuola ha sempre avuto un ambiente gestionale di tipo familiare dove insegnanti, genitori e alunni sì conoscevano e si rapportavano tra di loro, superando le divisioni per singola classe. Il rapporto tra le insegnanti era collaborativo. La scuola è rimasta nel tempo fedele alle sue caratteristiche di plesso di piccole dimensioni consona in ciò alle esigenze educative dei bambini.

I laboratori hanno avuto una progressiva evoluzione specialistica con particolare riferimento al laboratorio di creta che favoriva la manipolazione; c’era poi i laboratori di “fumetto”, “disegno creativo” e “origami”. La scuola ha rappresentato nel tempo un punto di riferimento per tutta la zona a mare di Riccione che nel periodo invernale assume il carattere di una zona non troppo ricca di stimoli aggregativi, specie per l’infanzia, data la doppia vita tra l’estate e l’inverno.

In quella scuola ci sono rimasta per 34 anni fino al 2016, ininterrottamente e mi sono sempre trovata bene perché l’ambiente era congeniale alla mia indole. Gli alunni di un tempo ancora mi riconoscono quando li incontro; si tratta di professionisti, di operatori turistici, di imprenditori, ma anche di tanti riccionesi che operano in diversi ambiti lavorativi; la demolizioni della scuola di “Marina Centro” che era diventata ormai fatiscente, è comunque un pezzo di storia che se ne va, fatta di relazioni, di amicizie e di memorie che restano nel cuore di tanta gente di Riccione. La consolazione è che la vecchia scuola non è stata demolita per fare posto ad altro ma ad una nuova struttura scolastica e la speranza e che il nuovo edificio scolastico possa rappresentare pur in un contesto cittadino che si è modificato nel tempo una nuova occasione di incontro, di educazione dei ragazzi e di integrazione sociale e culturale, nel rispetto della sua tradizione di “luogo familiare”.

Silvia Cecchini

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