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Jumanji: the next level

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Luca Leardini

Sono Luca Leardini, riccionese DOC e ho 24 anni. Lavoro per la cooperativa Cuore21 e una delle mie tante passioni è il cinema. In casa ho una piccola cineteca che contiene tanti film, ancora non sono riuscito a contarli tutti per- ché non hanno fine. Oggi farò la mia prima recensione sul giornale di Famija Arciunesa e solo all’idea sono elettrizzato e carico come una molla.

Cari lettori, ho scelto per voi questo film del 2019: “Jumanji: the next level”, perché sono affezionato alla saga. Il protagonista è Spencer, un ragazzo alle prese con la vita quotidiana, e come tanti giovani ha la passione dei videoga- mes. A Spencer le cose non vanno per niente bene perché perde il lavoro e prende una pausa di riflessione dalla sua ragazza. A chi non è mai capitato? Chiedete a me che ne so qualcosa! In segreto ha ripreso tutti i singoli pezzi di Jumanji e nel rimetterlo in funzione viene risucchiato all’interno del videogioco ritrovandosi nei panni di una femmina scassinatrice, assassina e ladra.

Nel frattempo i suoi amici, non avendo più sue notizie, vanno a casa sua e incontrano il nonno e il socio Milo. I suoi amici sentendo uno strano rumore provenire dal sottoscala dalla cantina, scendono e ritrovano i vestiti e il cellulare di Spencer. Il gioco è in funzione, e senza poter scegliere gli avatar decidono di tele- trasportarsi. E qui comincia il bello! Vorrei tanto svelarvi come funzionano gli avatar ma non posso “spoilerarvi” troppo perché il bello del film è la sorpresa.

A questo punto tutti insieme dovranno recuperare il tempo perso e affron- teranno i vari livelli del gioco fino ad arrivare alla fine in cui dovranno dire una frase in rima “Se dal gioco vuoi uscire, salva Jumanji, gridate e urlate il suo nome”. Pensate sia finita cosi? State incollati alle sedie e notate la scena dopo i titoli di coda, è solo un anticipo di quello che andremo a vedere nell’ultimo film della saga. Il film di Jumanji racconta di giochi avventurosi e pericoli in agguato che portano a sorprese inaspettate.

Questo film vi farà riscoprire valori importanti come: la famiglia, la sopravvivenza, l’amicizia e l’amore. Mi ha colpito molto la differenza tra il concetto di avatar e il mondo reale. Ognuno di noi è speciale, gli avatar non si scelgono. Il gioco ha una mente tutta sua e ti coinvolge a tal punto che non ti fa scegliere l’avatar. Spencer nella vita reale si sentiva fragile, chiuso in se stesso, una nullità ma una volta entrato nel videogioco si sentiva forte, sicuro e realizzato. Mi ha spiazzato il fatto che Spencer sia entrato nel corpo di una femmina, ladra e scassinatrice, con caratteristiche che lui proprio non voleva. Purtroppo il mondo del gioco è così, imprevedibile come del resto la vita.

Secondo me avere un avatar è come avere una corazza, significa riuscire a cavarsela dalle situazioni difficili in modo vincente con l’anima pulita, cercando di trovare una soluzione ai problemi. Nel gioco tutti si sentono forti con i superpoteri mentre nella realtà spesso ci si sente deboli e fragili. È possibile trovare un avatar dentro ognuno di noi? Il mio consiglio è: Cerca l’avatar che c’è in te e scopri il tuo immenso coraggio!

Luca Leardini

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