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Selene Cuccurullo, per tutti Sally: sogni, progetti e malattia in un programma su Radio Ganzer

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Selene Cuccurullo spirito artistico, a 18 anni le viene diagnosticata la sclerosi multipla ma risponde sorridendo alla vita.

Selene Cuccurullo. per tutti Sally, è un puro concentrato di travolgente energia positiva, 30 anni e sempre con il sorriso negli occhi.
“Sono sempre stata una bambina allegra e con una vena artistica, a 4 anni vestita da Puffo, imitavo Ambra e mi ha sempre affascinato il palcoscenico tanto che ho iniziato a danzare a 5 anni”. Poi crescendo sei rimasta nel mondo nella danza?
“A 16 anni facevo parte di una compagnia seguita da Gino Landi, per il musical “Aggiungi un posto a tavola” e vivevo tra Riccione e Roma dove ho studiato canto, recitazione e dizione per tanti anni. Poi è arrivata l’esperienza come cheerleader nel basket di serie A per la Fortitudo Bologna ed Armani Jeans”

Un fiume in piena capace di assecondare le passioni, poi cos’è successo? “A 18 anni ho avuto un grosso cedimento, era solo l’inizio di una lotta che poi durerà tutta la vita. Mi dicono corri in neurologia, c’è chi derubrica il tutto a crisi d’ansia. Ma poi arriva la diagnosi: sclerosi multipla” Come reagisci? “Allergica alla terapia al cortisone ed interferone inizia un calvario fatto di prove e test. Non mi abbatto e con 1200 euro in tasca mi trasferisco in Inghilterra dove mi testano in laboratorio per capire come mai così giovane avessi già i sintomi di una patologia che si manifesta solitamente dopo i 30 anni”.

Chissà che rabbia. “Reagisco e prendo la mia vita in mano. Approfitto del periodo di clausura negli appartamenti della clinica e studio.
Mi laureo col massimo dei voti in alta finanza in Inghilterra e trovo lavoro nella Borsa Inglese, dove in poco tempo raggiungo il ruolo di Head of Corporate and Strategy. Ma dopo qualche anno la malattia alza un muro, costringendomi al licenziamento. Con il terrore di non camminare più mi reco in Canada per coronare il sogno americano, quando sembra tutto in piano arriva il Covid e torno in Italia”.

Cosa hai capito da tutto questo? “Ho sfruttato il Covid per far comprendere alle persone in quel momento tutte sofferenti come ci si sente a stare in quarantena” In che senso? “Noi cosiddetti diversi siamo messi in quarantena dal mondo tutti i giorni, per una scelta sessuale, per il colore della pelle, per una disabilità. Siamo categorizzati e a volte emarginati. Per questo decido di creare un podcast su Spotify “Più Unici Che Rari”. E cosa succede con l’esperienza al microfono? “Incomincio a dare voce alle persone diverse, autentiche che hanno talento e che nella vita hanno dei sogni e combattono con dignità. Lo faccio per far capire al mondo che se il mio sogno è il cinema, il teatro, la radio, non devo essere sminuita per la mia diversità, al contrario apprezzata perché ho qualcosa di gioioso da raccontare”.

In effetti sei una persona molto solare. “Parlo solo di gioia, la vita è già abbastanza difficile per poter parlare di cose tristi. E così arriva un raggio di sole. Dopo mille no da parte di tutte le radio a cui ho sottoposto il mio progetto, un giorno incontro il mio angelo: Sabrina Ganzer. Durante la serata scambiamo due chiacchiere e quando sto per lasciarla, mi dice guardandomi amorevolmente “tu cammini con la stampella ma non sei infortunata, sei malata di sclerosi multipla”. Anche suo padre soffriva della stessa malattia.

Si apre una nuova strada? “Ci rivediamo e le racconto le mie aspirazioni “la mia radio sarà la tua” mi dice commossa. Inizia così Radio Ganzer, frutto di anni di sacrifici di Sabrina. il suo rischio più grande ma anche la sua più grande soddisfazione è darmi carta bianca per il mio programma che si tiene ogni sabato e domenica dalle 11 alle 12. Radio Ganzer è una realtà inclusiva con al centro nel week end anche argomenti importanti come disabilità, depressione, malattie terminali, omosessualità”.

Un rapporto importante quello con Sabrina Ganzer e la radio. “E’ nato un legame forte come tra mamma e figlia. Radio Ganzer è una famiglia, è verità, onestà, genuinità. Ora ho anche addirittura l’accesso alla parte tecnica della radio ed è tutto molto gratificante ed entusiasmante”.

Francesco Cesarini

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