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sabato, Gennaio 16, 2021

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Anna Maria Conti: il rosso tra i capelli e il verde nel cuore

Dopo 11 anni di sperimentazioni la riccionese Anna Maria Conti scrive “Il mio profumo preferito è il verde!” : il suo personale cammino nella natura con più di 25 proposte per realizzare qualcosa di armonioso.

Un libro tutto suo per rendere omaggio a sé stessa dopo undici anni di sperimentazioni, e lasciare agli altri concreta testimonianza di una predisposizione creativo-artistica: con “Il mio profumo preferito è il verde!” la Riccionese Anna Maria Conti ha raccontato il suo personale e tenace cammino che si è inoltrato nella natura e che rielabora offrendo al lettore più di 25 proposte, delle quali spiega con parole e foto, come realizzare qualcosa di armonioso. In realtà non è il verde l’unico colore che ama alla follia… ma tante sono le tonalità che l’hanno vista riportare su tela bellissimi dipinti. I protagonisti non sono solo rami e fiori, ma ritratti e suggestivi scorci, e dove spiccano le incredibili trasparenze dei suoi oggetti in vetro che sanno regalarne i riflessi originali. Tutto questo fa parte del libro, con l’ag- giunta di idee per l’allestimento di tavole per gli ospiti, poesie e aforismi sul tema.

Come è perché hai ritenuto fosse giunta l’ora di pubblicare un tuo libro?
“Dopo undici anni di osservazione e ricerca ho sentito l’esigenza di onorare il mio lavoro per impedire al tempo di passarmi sopra senza lasciare altra traccia se non i miei capelli scompigliati. Quando ho iniziato esistevano le classiche composizioni con i fiori freschi o secchi, gli ikebana.

Il recupero e l’utilizzo di quello che abbiamo intorno, nelle varie stagioni, era una novità… anche se non avevo riferimenti da seguire. Ma la Natura è stata la mia grande alleata, perché tante volte ha ispirato la mia fantasia per realizzare composizioni inedite; così ho creato il mio stile personale che continua ad evolversi”.

In qualche modo la composizione di foglie e fiori si rapporta a quella pittorea?
“Queste due attività si sono influenzate a vicenda perché sempre di arte visiva si tratta: infatti è necessario saper osservare le for-me e i colori con attenzione per ottenere armonia ed equilibrio dei contrasti. Ho voluto inserire qualche mio quadro in questo libro perché sono un’altra espressione della mia sensibilità nei confronti di ciò che mi circonda. Anni fa ho dipinto un bosco su un pannello che occupava una parete di circa quattro metri: è stato come mettere su tela tutte le emozioni che lui mi suscitava. Credo che lo sguardo vada allenato ed educato per riuscire a penetrare l’essenza della Natura”.

Una sensibilità innata la tua, o che è stata coltivata nel tempo? “Ho sempre provato questa fascinazione nei confronti della Natura, ed ho sempre contemplato ogni forma di bellezza: ogni volta che mi ci ritrovo di fronte mi attraversa e mi trasforma. Fin da bambina ho subìto questo fascino: sentivo di far parte di quell’infinito.

Mi ricordo le vacanze estive in montagna, con i miei fratelli e cugini che mi prendevano in giro perché rimanevo “incantata”. Incanto che scattava e che tutt’ora scatta ogni qualvolta mi trovo di fronte ad ogni forma d’arte, che sia musica o letteratura, cinema o teatro… ma anche nell’approfondimento della psicologia e della spiritualità”.

Dove organizzi i corsi per insegnare i tuoi talenti agli altri? “Il mio ‘quartier generale’ è il Centro Elisabetta Renzi, dove dispongo di un ampio spazio per i miei corsi (contiannamaria52@gmail. com). Una quindicina all’anno, ma che purtroppo non possono accontentare tutte le richieste di coloro che vorrebbero parteciparci… e anche per questo ho ritenuto ancora più interessante realizzare il libro.

Cosa ti sorprende? “Mi sorprendo sempre del grande entusiasmo dei miei allievi: insegno loro a mettere in campo tutti i cinque sensi e ad esercitarsi all’osservazione e alla successiva sperimentazione. Alla fine li ritrovo felici di portarsi a casa una creazione fatta con le loro mani. Dare l’opportunità di fare stare bene mi arricchisce, in quanto il mio non è solo un esprimere creatività fine a se stessa, ma un condividere con gli altri una bella esperienza”.

Maria Grazia Tosi

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