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Leonardo Manzo: medico per passione, volontario per amore. Una vita dedicata al prossimo

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Leonardo Manzo: medico per passione, volontario per amore. Una vita dedicata al prossimo

E’ stato uno dei chirurghi più apprezzati dell’Ausl di Rimini, medico per passione, sempre attento più agli altri che a se stesso. Leonardo Manzo (72 anni), direttore sanitario e vicepresidente della Croce Rossa di Riccione, nonché uno dei camici bianchi più apprezzati dell’Ausl di Rimini, è spirato il 30 novembre 2021 a 72 anni, dopo aver lottato invano contro un male che non lascia scampo.

Grande la commozione tra quanti sia a Rimini, dove risiedeva, sia a Riccione e in altri comuni dove svolgeva ancora la sua professione, hanno avuto il piacere di conoscerlo, anche per la sua attività di volontariato. Già assistente al Pronto Soccorso, ha operato all’Infermi di Rimini come dirigente nella Divisione di Chirurgia generale e nell’Unità operativa di Chirurgia vascolare. Per diverso tempo ha svolto la sua professione anche a Bologna.

Dopo il pensionamento, ha continuato a lavorare al Pegaso di Riccione come direttore sanitario e al Centro Mendel. Tuttora faceva ambulatorio alternandosi anche al Medical Center di Misano, alla Sol et Salus di Torre Pedrera, a Villa Verucchio, Novafeltria e Cervia. Amava così tanto il suo lavoro, che nonostante le sofferenze causate dalla malattia, ha continuato a fare ambulato- riale fino a poche settimane dalla sua scomparsa.

Il tempo libero lo divideva tra famiglia e volontariato nella Croce Rossa di Riccione, che per lungo tempo è stata presieduta dal fratello gemello, Antonio Manzo, anche lui medico chirurgo. “Leonardo – ricorda – era una persona semplice, umile, tollerante, molto discreto e professionale. Le centinaia di messaggi di cordoglio giunti alla nostra famiglia, ci hanno fatto intuire quanto quante fossero le persone che l’hanno stimato e amato. Sono tantissime le dimostrazioni di affetto e di stima. Anche nella malattia Leonardo ha avuto una dignità infinita”.

Parole che trovano riscontro nel presidente della Cri, Roberto Silvestri: “Manzo era medico per passione, non per lavoro, pure nella malattia si preoccupava più della salute di noi volontari che di se stesso”.

Nel post condiviso su Facebook da oltre 300 persone di Manzo i volontari della Cri scrivono: “Era un amico, un collega, un medico, un Uomo dal cuore grande e sempre pronto ad aiutare il prossimo, un esempio da seguire per tutti quanti. Per l’ultimo addio amici e parenti si sono stretti in preghiera assieme alla moglie Barbara e ai figli Giulia e Andrea, nella chiesa di Sant’Agostino, a Rimini, a pochi passi dalla sua abitazione.

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