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Lia Villa, 100 anni attraversando la guerra e sconfiggendo il Covid

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Lia Villa 100 anni sconfiggendo il Covid e la guerra. Una vita che sembra un romanzo: l’amore per il violinista Agostino Gino Severi, insieme a Milano poi in Germania passando per la Svizzera, tra i big della musica classica le star di Hollywood e naturalmente Riccione.

Da piccola Lia Villa ha vissuto soprattutto con la nonna Nazarena Ceccolini per la lontananza della mamma Bianca Villa, a Cà Rastelli, la frazione di Misano Monte. Quando la nonna riusciva ad andare al mare e tornava con un po’ di vongole raccolte sulla spiaggia, allora riuscivano anche a mangiare con un po’ di soddisfazione. Uscita dal collegio aveva frequentato la sesta elementare e nel periodo fascista, aveva ricamato l’immagine dell’Italia, davvero mirabile.

1937 NASCE L’AMORE
Nell’estate del 1937 venne assunta come telefonista al Grand Hotel di Rimini e ricordava bene le telefonate che il Duce Benito Mussolini faceva a Claretta Petacci, ospite del Grand Hotel, e della sua curiosità di ascoltarle furtivamente. Fu mentre lavorava alla SIAE (Società Italiana Autori Editori) di Rimini che un giorno entrò nell’ufficio un tipo alto, magro, con capelli biondi, di nome Agostino Severi (Gino) di professione violinista e lei vide… il sole. Il colpo di fulmine fu reciproco e la vita ebbe la svolta che il destino aveva deciso: il matrimonio.

GINO E LIA IN GERMANIA
Nel periodo di guerra seguirono il soggiorno a Milano, la scrittura di Gino in Germania, la lontananza e alla fine la decisione di raggiungerlo. Per poterle rilasciare il visto necessario ad entrare in Germania, il funzionario molto compiacente scrisse che lei era “batterista cantante” ed andava a lavorare a Colonia nell’orchestra del marito. Dalla finestra della loro casetta a Neuss vicino a Colonia, vissero il bombardamento notturno della città. La maternità imminente e le sorti della guerra consigliarono il ritorno in Romagna.

Lia nel 1939

LA GUERRA E POI IL REFERENDUM
Seguirono vicende alterne, il fronte, l’armistizio, l’ottava armata, la linea Gotica, ancora bombarda- menti, morti e tanto dolore poi finalmente la pace. Nel 1946 il referendum tra Monarchia o Repubblica.Le donne Italiane che avevano mandato avanti l’Italia quando i loro uomini erano al fronte, andarono per la prima volta a votare e Lia fu tra queste. La svolta storica fu la Repubblica.

IL DOPOGUERRA E LE STAR DEL CINEMA AMERICANO
Nel 1948 il violino portò la piccola famiglia a Cernobbio, sul lago di Como, a Villa D’Este giudicato il più bell’hotel del mondo e quello fu un periodo splendido.
Il giovane Fabio frequentava le elementari, giocava nel parco dell’albergo e la sera, con mamma Lia, stava seduto sulla panchina in riva al lago a qualche decina di metri dalla terrazza dove il babbo suonava e i clienti ballavano elegantissimi. Ecco Clark Gable, Rita Hayworth, Fleming, ecc.. Nel periodo invernale l’orchestra si trasferiva in Svizzera, a Saint Moritz, al Suvretta House Hotel: neve, sci, slitta, pattinaggio… inverni fantastici!

LA SCALA DI MILANO
Nel 1953 la famiglia si trasferì a Milano. Fabio continuò gli studi e Gino entrò a far parte del Teatro alla Scala. Nella loro casa, accolti come i romagnoli sanno fare, erano spesso presenti big della musica classica e sinfonica tra cui Benedetti Michelangeli, Gulli e Gaspare Tirincanti, diventati presto amici di famiglia.

L’ESTATE A RICCIONE
I periodi estivi erano trascorsi generalmente a Riccione dove Gino suonava col maestro Polverelli al Promenade, al Des Bains, al Grand Hotel. Lia, tanto per non smentire la sua passione per i numeri, curava l’amministrazione del condominio nel quale abitava, mentre Fabio, che aveva iniziato l’insegnamento in un Istituto Tecnico Industriale per arti grafiche, già pensava al futuro con Lella, una bella ragazza trentina.

Lia diventò nonna con le due nipoti Cristina e Roberta e poi bisnonna con Mathias e Alice; Gino la lasciò al suo novantesimo anno di età, dopo sessantuno anni di matrimonio e dopo che da alcuni anni erano tornati a vivere a Riccione.

IL COVID E NONNA LIA
Il 13 dicembre 2020 nonna Lia viene portata via da misteriosi personaggi simili ad extraterrestri e ricoverata perché positiva asintomatica al Covid 19 in una struttura poco distante dall’ospedale di Rimini per la prevista quarantena. Il 4 gennaio 2021, dal Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna giunge ufficialmente il provvedimento: “Conclusione del periodo di isolamento”.

La centenaria Nonna Lia ha vinto a ancora!

Fabio Severi

 

 

 

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