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Maddalena Medas, la nonna volante

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Maddalena Fano Medas, una sempre giovane artista, oggi ottantenne ma solo per un questione cronologica è legatissima a Riccione dove da sempre lavora con quel piglio dell’artista che le conferisce un sguardo per certi versi originale sulla realtà.

 

Maddalena Fano Medas

Da Fano, dov’è nata, si trasferisce a Riccione, per lavoro e per amore. Lui è un’ufficiale dell’aeronautica, conosciuto durante un raduno, il diario di bordo è già scritto e diventa suo marito. Tra le prime donne in Italia a raggiungere il brevetto di pilota, Maddalena Medas ha coltivato la passione per il volo fino a quattro anni fa. Ancora centrale invece la pittura, suo primo grande amore ed anche professione.

Ma quando ti è venuta voglia di volare? “Un giorno mentre dipingeva i capanni sulla spiaggia di Fano, osservai volare a bassa quota un aeroplanino sulla mia testa e così pensai a quanto potesse essere unico guardare il mondo da lassù”.

Dopo l’incontro di un pilota che la invitò a volare insieme Maddalena decise che avrebbe fatto anche l’impossibile per raggiungere il brevetto. “I miei genitori non potevano aiutarmi economicamente ma ormai niente poteva farmi cambiare idea. Feci mille lavori iniziando come decoratrice di pantaloni, poi di pareti, la cartellonista e misi da parte le 15 mila lire che servivano: raggiunsi il brevetto di primo livello e poi a seguire gli altri”.

Parlando ci mostra alcune sue opere dedicate ai bambini, ed alla loro solitudine. “Basterebbero anche solo dieci minuti di fiaba al giorno per farli sentire meno soli. Oggi spesso entrambi i genitori lavorano, succede che la tecnologia li sostituisca e questo genera distacco”,

Maddalena vive da 55 anni a Riccione dove ha conosciuto e lavorato con personaggi come il geniale ed eclettico architetto Tausani, il commendatore Savioli ed Arpesella, figure importanti nella sua crescita artistica. Cosa ricordi di quel periodo? “Sicuramente il locale “La Stalla”, il primo night club italiano. Si trovava sul lungomare, sotto all’hotel mediterraneo, ed era stato fatto costruire proprio da Arpesella, allora già proprietario del Grand Hotel di Rimini e Riccione. Era veramente un locale originale, il suo simbolo era “Tecla”, una vera mucca che accoglieva i clienti all’entrata. La Stalla era gestita dal famoso cantante Paolo Baccillieri”.

Avendo come artista sempre guardato avanti, immaginando il futuro, cosa pensi invece dell’arte di oggi? “Pur essendo ancora la mia passione e lavoro, sebbene molti ritengano sia un gioco, ti confesso che oggi l’arte non ha più nulla da dare. Ormai la tecnologia ha soppiantato tutto, persino la creatività, l’arte non è più valore aggiunto ma brutta copia nemmeno di ciò che è stato già fatto. È triste ma è il riflesso del brutto periodo storico che stiamo vivendo.”

Eppure continui a dipingere… “Sì, per me stessa. Picasso diceva “L’arte è un lusso” per me è fondamentale per continuare ad esprimere ciò che sente profondamente, per continuare a credere nell’arte, come valore aggiunto.

A Riccione come siamo messi con l’arte? “Qui ci sono tanti artisti validi: scultori, ceramisti, pittori. Tutti bravissimi ma “nemo profeta in patria”, spesso si va a cercare fuori, pagando profumatamente ciò che si ha in casa”.

Roberta Pontrandolfo

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