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lunedì, Marzo 8, 2021

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Home Personaggi Amici che se ne vanno Roberto Casadei, il ragazzo che amava “Arciun City”

Roberto Casadei, il ragazzo che amava “Arciun City”

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Ci ha lasciati Roberto Casadei. Intuizioni geniali, capriole verbali e un dialetto tutto suo, come cornice di uno sconfinato amore per la vita e per Riccione che amava descrivere raccontando vizi e virtù dei suoi personaggi “immaginari”.

Ci ha lasciato Roberto Casadei. Aveva appena 47 anni ed era malato da tempo. Il figlio della Maria del bar dell’ospedale, riccionese, scrittore, copywriter, amava il teatro, attivissimo nel mondo della solidarietà: un fiume in piena.

Si definiva “Romagnolo praticante dalla nascita” e ancora di più “Pataca D.O.P.”.
I suoi libri ed i suoi racconti sono un inno all’identità romagnola e rimarranno a farci compagnia, ricordandone lo spirito, la simpatia e la sensibilità che in tanti hanno apprezzato sui social. Innata la capacità di scrivere con leggerezza sapendo andare in profondità, scavando mettendo a nudo sentimenti, difetti, pregi e debolezze dell’individuo.

“Nel nostro DNA c’è qualcosa di inafferrabile, di originale ed unico” raccontava con l’immancabile panama in testa “qualcosa che inconsapevolmente apprendi fin da bambino da questa meravigliosa terra popolata da “sburoni”, “gnuranti” e “patàca”, in particolare nella mia favolosa “Arciun City”.

Per questo ci eravamo sentiti, per dare il via ad una collaborazione con Famija Arciunesa, Roberto aveva risposto, come sempre, con entusiasmo contagioso, perché arrivava al cuore delle persone.

Una dote innata. Ma “un male della madosca” ci ha fregato. In compenso le sue parole e i suoi pensieri sono con noi. C’era una valanga di gente per l’ultimo saluto a Roberto. I suoi amici piu’ vicini lo ricordano così:

Era unico, speciale, per umanità e altruismo, poi era un genio.

Sensibilissimo a tutto ciò che lo circondava, aveva una mente acuta e capace di cogliere dettagli, vizi e virtù delle persone, tanto da scriverci libri e spettacoli di successo. Insieme a lui coltivammo il sogno di creare una rock band, per noi la piu’ grande avventura che si potesse vivere a diciott’anni.

Ed anche crescendo non cambiammo lo spartito. Indimenticabili i matrimoni degli amici nei quali Roberto costruiva sceneggiature di esilaranti spettacoli con il regista Lux per gli attori Bes, Frate, Mombif e Maso.

La nostra “combriccola” quella che tu salutavi con il tuo fare unico, dicendo “Signori…”. “Roberto ci manchi tanto”.

Francesco Cesarini

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